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Omicidio Manzuoli, sì al rito abbreviato

Omicidio Manzuoli, sì al rito abbreviato

Quattro imputati alla sbarra. La difesa: una delle cause della morte potrebbe essere l’abuso di alcol

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PRATO. Che siano stati loro ci sono pochi dubbi, si tratta soltanto di capire qual è la pena adeguata all’accusa. E’ iniziato ieri il processo nei confronti di tre romeni e un italiano, accusati a vario titolo di aver rapinato e ucciso Andrea Manzuoli, l’operaio di 45 anni trovato cadavere il 1° gennaio dell’anno scorso all’interno della Cartotecnica Beusi di via Onorio Vannucchi, nel Macrolotto 2.

Ieri il giudice dell’udienza preliminare Luca D’Addario ha dato il via libera al processo con rito abbreviato per tutti e quattro gli imputati. Il pubblico ministero Roberta Pieri aveva chiesto a fine gennaio il rito immediato davanti alla Corte d’Assiste, ma gli avvocati difensori (Terranova, Fattorini e Bertei) hanno optato per l’abbreviato, condizionato nel caso di Terranova all’audizione del medico legale Giovanni Marello (mentre per l’accusa la relazione è stata fatta dal dottor Brunero Begliomini).

Sul banco degli imputati ci sono l’italiano Antonio Peluso, che ha collaborato con gli inquirenti (e per questo è stato trasferito nel carcere di Siena, lontano dagli altri tre imputati) e i romeni Zamfirel Isofache, Sandel Baroj e Virgil Vasile Puscasu, i primi due accusati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio, il terzo solo della rapina, mentre Peluso deve rispondere di omicidio in concorso, anche se non ha materialmente partecipato al pestaggio a cui è seguita la morte di Manzuoli.

Gabriele Terranova, che difende Peluso, ha depositato la relazione medica del professor Marello e sosterrà che tra le cause della morte di Manzuoli potrebbe esserci anche il suo abuso di alcol e marijuana, di cui sono state trovate abbondanti tracce durante l’autopsia. Secondo l’esame la vittima morì soffocata dal suo stesso sangue, dopo la rottura di una protesi dentaria provocata dai pugni al volto o dalla pressione di una scarpa. Ma, sostiene la difesa di Peluso, il cadavere fu trovato in una posizione di quasi sicurezza, cioè con la testa voltata di lato. E dunque l’abuso di alcol potrebbe essere una concausa della morte. Se ne discuterà alla prossima udienza del 15 maggio, quando verrà sentito anche il dottor Begliomini, e a quella del 14 giugno, dove è attesa la sentenza.

Dalle indagini è emerso che il gruppetto italo-romeno, dopo aver saputo da una prostituta che Manzuoli era ben fornito di contanti, lo incrociò la notte di San Silvestro in piazza San Francesco. Pensando che non sarebbe tornato presto alla roulotte dove dormiva, andarono in via Vannucchi, ma lui era già tornato in taxi e fu torturato (parziale amputazione di un alluce) per fargli dire dove aveva messo i soldi. Ma lui li aveva depositati la mattina stessa alle Poste. (p.n.)

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