Sicurezza
Da metà aprile tutti al lavoro
La proprietà ha concesso una proroga sino alla fine del 2013
PRATO. Già dal 15 aprile gli oltre cento dipendenti della Varvarito, ora buona parte in cassa integrazione, potranno rientrare a lavoro nell'attuale sede di via Tourcoing al Macrolotto 2. Ieri mattina in Prefettura, il proprietario del terreno, l'imprenditore Maurizio Querci, infatti, si è impegnato con il viceprefetto a concedere una proroga dello sfratto fino alla fine del 2013 in modo che il Comune di Prato abbia il tempo di concludere l'acquisizione, la messa all'asta e la variazione urbanistica del terreno di via delle Lame a Viaccia. Se Varvarito si aggiudicherà il bando pubblico, trasferirà qui la sua sede operativa che in sostanza si occupa della frantumazione degli inerti e degli scarti edili. La Provincia, da parte sua, concederà un'autorizzazione temporanea per proseguire con questo tipo di attività in via Tourcoing fino alla fine di dicembre. Tali impegni saranno inseriti in un protocollo d'intesa tra le parti in causa e gli enti locali, che sarà firmato in Prefettura martedì prossimo. In realtà tale atto era atteso per ieri, ma l'assenza giustificata del prefetto ne ha suggerito lo slittamento alla prossima settimana. Da segnalare che il Comune non firmerà il protocollo per evitare di essere accusato di favoritismi dalle altre aziende del settore che potrebbero partecipare all'asta pubblica per la vendita del terreno in via delle Lame. In compenso, all'intesa sarà allegato un documento, presentato ieri mattina, in cui sono elencati tutti gli impegni di competenza del Comune in questa delicata partita. Impegni che sono stati scadenzati. Entro il 15 giugno sarà individuato l'aggiudicatario della gara, mentre l'iter burocratico per terminare la variazione urbanistica scadrà il 5 febbraio del 2014. Sarà comunque un percorso a ostacoli per la Varvarito e per i suoi operai. Intanto l'esito incerto della gara. Poi l'opposizione dei residenti di Viaccia che temono che insieme alla Varvarito arrivi anche polvere e inquinamento. Una battaglia iniziata ieri con un'assemblea pubblica che trova un alleato forte nel sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini, contrario al sito di via delle Lame per la stretta vicinanza con il proprio territorio. «Sono contento che gli operai possano tornare a lavorare – afferma Lorenzini al termine del vertice di ieri in Prefettura – ma su via delle Lame le mie richieste restano le stesse. Ci vuole una valutazione d'impatto ambientale e il via libera dell'autorità di bacino».
Eleonora Barbieri
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