Il dolore
Carne addio, ora sono vegetariano
In città sono nate due associazioni vegane che offrono nei loro locali piatti dove sono banditi gli animali
PRATO. I pratesi si scoprono sempre più vegetariani. Centinaia di persone hanno scelto di cambiare la loro vita partendo dal cibo, mettendo al bando la carne e i derivati animali e concentrandosi su ricette alternative, spesso vegetali al cento per cento. Non è una moda, ma una precisa scelta ideologica che, giorno dopo giorno, sta avvicinando sempre più persone verso questo mondo alimentare ancora non troppo conosciuto. In poco più di un mese a Prato sono nate due nuove associazioni vegane e, ad ogni appuntamento che esse organizzano, fanno il tutto esaurito.
Ci sono clienti che già hanno scelto di escludere dalle loro cucine tutto ciò che deriva dallo sfruttamento animale, ma tanti sono anche coloro che si avvicinano per la prima volta ai nuovi piatti vegetali e, con grande stupore, ne rimangono estasiati. All’Orto del lupo, in via Ciardi a San Paolo, si mangia vegan il mercoledì sera. Da poche settimane ha aperto i battenti questa nuova struttura ospitata presso il circolo Fuori di Pizza. Patrizia Gozzini e la socia Marlis Lombardi hanno deciso di far conoscere tanti nuovi sapori naturali e contribuire a diffondere una maggiore attenzione contro lo sfruttamento animale. «Ogni settimana riscuotiamo tanto successo e riempiamo la sala di clienti interessati a conoscere i nostri prodotti biologici – ha spiegato Patrizia Gozzini – Cuciniamo cereali per il primo piatto e poi proponiamo tofu e seitan per secondo. Tante persone sono carnivore, ma rimangono sorprese e mangiano con piacere questi prodotti».
Ogni mercoledì il menù cambia e si arricchisce di nuovi sapori, non solo di derivazione estera. Tanti piatti forti guardano proprio alla tradizione toscana: ne è un esempio la ribollita, in cui gli ingredienti principali sono proprio quelli poveri del mondo contadino, il pane e le verdure del campo. Per Gozzini questa non è la prima esperienza nel settore della ristorazione, lei è vegetariana da trent’anni e per molto tempo ha avuto in gestione, insieme ad altri soci appassionati, una casa in campagna in cui era stato creato un orto biologico. Questa avventura ora è terminata e l’occasione per conoscere la sua cucina è quella di andarla a gustare direttamente nel nuovo locale. Il 2 febbraio ha aperto al pubblico una seconda associazione vegana, il No Cage, in via Borgovalsugana. Recuperato il fondo che fino ad alcuni mesi fa ospitava il Tira Tardi, tre giovani soci pratesi, Damiano Gori, Alba Di Domenico e Marina Rapisarda, hanno deciso di creare anche in città un luogo di incontro e di assaggi per far conoscere la filosofia vegana e la cultura antispecista, quella che porta ad avere una maggiore attenzione verso la condizione animale e sostiene una lotta contro ogni forma di discriminazione. Cene, buffet-aperitivi, corsi, concerti con gruppi nazionali e internazionali: questo e tanto altro viene organizzato durante la settimana. L’associazione è collegata all’Acsi e tutti coloro che desiderano frequentarla devono solo richiedere la tessera all’ingresso. Il No Cage è un luogo vivo di dibattito, conoscenza, divertimento, aperto a tutti. Il martedì, ogni quindici giorni, si può frequentare il corso di cosmesi veg cruelty free, per conoscere i trucchi non testati su animali; il mercoledì, tutti ai fornelli per imparare a cucinare vegan; il giovedì, gran menù vegetariano a scelta, con primi piatti, secondi e dolci, a prezzi davvero ottimi; il venerdì e il sabato, grandi buffet e, a seguire, concerti con band italiane e d’Oltralpe. In poco più di un mese, già sono centinaia gli associati, vegani e carnivori, provenienti da tutta la Toscana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
