Il Tirreno

Prato

Niente stop per il progetto del Cavalciotto

di Alessandra Agrati
Niente stop per il progetto del Cavalciotto

I cittadini contrari alla centrale idroelettrica di S. Lucia hanno partecipato alla commissione urbanistica

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PRATO. Se l'associazione il Cavalciotto di Santa Lucia sperava di ottenere un appoggio dall'assessore all' ambiente Filippo Bernocchi per bloccare la realizzazione della centrale idroelettrica, è rimasta delusa. «Vi invito a tornare quando avrete dei dati certi, per ora ho sentito solo frasi al condizionale, io lavoro sulle certezze, inoltre in Provincia è ancora aperta una procedura per valutare l'impatto ambientale,non è corretto dare una risposta in questa fase. Tutti sono a favore delle energie alternative, ma nessuno le vuole vicino a casa propria. L'amministrazione comunale deve anche valutare il bene comune e abbiamo dei parametri da rispettare per la realizzazione di centrali a energia pulita, inoltre l'operazione ha anche una valenza economica importante per le casse del Comune». A rappresentare l'associazione la presidentessa Erica Eisenberg, il consigliere Gianfranco Manfrida e l'architetto Giacomo Corsi. «La nostra associazione – ha spiegato la presidente – ha raccolto nel giro di poco tempo 500 firme per una petizione contro la realizzazione della centrale, in poco tempo possiamo raccoglierne ancora di più visto che il numero dei soci cresce costantemente. A nessuno verrebbe in mente di mettere una pala eolica sul campanile di Giotto, dove probabilmente produrrebbe anche un buon quantitativo di energia, così non capisco perché si debba mettere una centrale dentro il Cavalciotto». L'associazione, che ha adottato questo monumento, è intenzionata anche a ripulirlo dalle numerose scritte che lo deturpano e a collocare una targa per spiegare l'importanza che la struttura ha avuto nella storia economia di Prato. L'architetto Corsi ha invece espresso dubbi più tecnici sul progetto, l'associazione ha già presentato una propria relazione nella fase di osservazioni prevista dalla Provincia. Il primo punto sostiene che la centrale verrebbe realizzata in un luogo storicamente e paesaggisticamente significativo, inoltre il progetto prevede la deviazione dell' acqua delle Gore nel Bisenzio, sottraendola e creando imprevedibili conseguenze al sistema di smaltimento dei liquami e delle fogne della città, oltre che alla distribuzione delle acque nei canali fino alle Cascine di Tavola e all'Ombrone. A questo si aggiunge che , secondo le stime dell' associazione, i lavori sono di notevole impatto ambientale, inoltre il ripristino dei luoghi allo stato originario, al termine della concessione comunale, non è previsto. «A tutto questo – spiega l'architetto – bisogna aggiungere che la concessione alla società H2E, per la somma di euro 100.000 per 25 anni, dei diritti  di superficie sul terreno dove realizzare la centrale, recentemente riorganizzato e già adibito  a frequentatissimo giardino pubblico, lascia adito a dubbi sull' interesse pubblico e sociale del progetto».

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