Sicurezza
«Nessuna speculazione sull’area Lungobisenzio»
Il sindaco Cenni: «Con la proposta del nuovo stadio ho pensato di risolvere due problemi. Ma se qualcuno ha un’idea migliore allora si faccia avanti»
PRATO. «Non c’è alcuna volontà di speculare sull’area del Lungobisenzio». Parola di assessore all’Urbanistica Gianni Cenni. «Anzi con il trasferimento dello stadio si consentirebbe una rigenerazione a uso pubblico nell’interesse della città. Infatti sull’area del Lungobisenzio non sono previsti interventi privati. Tutto resterà in mano pubblica». Parola si sindaco Robeto Cenni.
Se è vero che la volontà del Comune è quella di realizzare lo stadio nuovo nell’area di Chiesanuova, progetto condito da una ridda di polemiche, è altrettanto vero che al netto delle difficoltà economiche che la giunta dovrà affrontare, una volta trasferito il Lungobisenzio si aprirà, per Prato, un’altra partita con fiocchi: il destino di un’area pregiata, molto grande (che va dal campo sportivo, ai magazzini generali della Camera di Commercio e che include, oltre la viabilità, lo scalo merci della Ferrovie dello Stato) e per la quale i connotati dovranno, per forza, cambiare. «Un progetto organico - spiega l’assessore all’Urbanistica - ancora non c’è». Ma qualche idea sì: creare una sorta outlet delle eccellenze pratesi (non solo tessuti, ma anche coltelli, orologi, alimentari, chachemire) utilizzando una parte dei capannoni liberty dello scalo ferroviario - un primo incontro già avvenuto - creando una viabilità alternativa lungo la massicciata Fs e un parco che affaccia sul Bisenzio.
«Ho presentato una proposta che mi è parsa percorribile per la soluzione di due problemi legati al mondo dello sport - spiega il sindaco Cenni - allo stato attuale le condizioni strutturali del Lungobisenzio garantiscono la possibilità di far giocare il Prato solo per l'anno in corso, e al tempo stesso l'atletica pratese da un decennio riscuote poca attenzione da parte delle amministrazioni che si sono succedute, visto che l'attuale pista d'atletica non ha le strutture necessarie per poter ospitare gare nazionali e internazionali. Inoltre - continua - le partite casalinghe del Prato rappresentano un incredibile disagio per gli abitanti di via Firenze e per la città tutta».
Cenni comunque apre alla città: «In ogni caso - dice - se qualcuno ha idee che ritiene migliori questa amministrazione è pronta a valutarle e a discuterle senza preclusioni. Contrariamente è necessario assumersi la responsabilità di lasciare l'atletica cittadina nelle condizioni in cui versa da troppo tempo e mandare la squadra cittadina a giocare altrove. Ho difficoltà a pensare - conclude - che una città di duecentomila abitanti debba far giocare, ad esempio ad Empoli, la propria squadra di calcio».
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