Il Tirreno

Prato

Tutti insieme, per tornare a una Chiesa povera

Franco Agostinelli
Tutti insieme, per tornare a una Chiesa povera

Il messaggio di augurio pasquale alla città del vescovo Franco Agostinelli «Quante finestre spente, sembrano occhi chiusi, ma Prato si risolleverà»

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Cari amici pratesi,

l'accoglienza festosa di quattro mesi fa, quando sono arrivato in città, non è stata un episodio isolato, infatti. Il vostro calore e la vostra amicizia li sto sentendo anche adesso che, passo dopo passo, sto imparando a conoscere la nostra città, la nostra gente. Giorno dopo giorno, nelle sedi istituzionali, nei luoghi di lavoro, nelle parrocchie e nelle associazioni vi sto incontrando e conoscendo sempre più.

Certo, non è il momento migliore per la città. E, se allarghiamo l'orizzonte, non è il momento migliore per l'Italia né per l'Europa. Percorrendo in macchina certe strade di Prato la crisi la si vede plasticamente, la si tocca con mano. Quante finestre spente, quasi occhi chiusi, in tanti capannoni. Eppure, penso, lì un giorno ferveva il lavoro, si produceva reddito per tante famiglie. E proprio le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori che incontro mi fanno presente la loro situazione di difficoltà. Viviamo una stagione di passaggio, una crisi che - perché diventi opportunità - ha bisogno dello sforzo di tutti, uniti, insieme. Perché le opportunità, nei momenti di passaggio ci sono e vanno trovate. Quella di ripensare il nostro stile di vita, innanzitutto. Anche la Chiesa, come la società, ha vissuto - nelle ultimissime settimane, direi - un cambiamento inatteso e radicale. Se il primo momento - un Papa che si dimette: un qualcosa cui la Chiesa non era abituata nella storia recente - è stato segnato dall'incredulità, dallo smarrimento e persino dalla solitudine che la perdita di un punto di riferimento ha dato, il tempo e la preghiera ci hanno fatto vedere quanto coraggioso sia stato il gesto di Papa Benedetto, che ringraziamo ancora per aver guidato con mano ferma la Chiesa fra difficoltà e tempi duri. E, ancora, lo smarrimento è stato superato dalla speranza, con l'avvento del nuovo Papa Francesco che sta muovendo i primi passi e che, pure, già tanta simpatia sta raccogliendo. Simpatia per la sua semplicità e immediatezza, per la cordialità del suo linguaggio, le parole di uno che si vuol far capire e che arrivano diritto al cuore della gente.

Si è creata una grande attesa, con Papa Francesco. Lui si è rivolto subito al popolo perché un Vescovo - e anche io lo so bene - non può stare senza il suo popolo. Il Papa parla di condivisione, di cammino da fare insieme, un'aspirazione grande e bella che ci riporta al sogno del Concilio Vaticano II. Un sogno che si concretizza grazie al nuovo Papa e a tutti quelli che l'hanno preceduto, lavorando per appianare la strada. Anche io, come pastore della Chiesa di Prato mi associo al suo appello al cammino insieme, con il mio popolo che siete voi tutti. E mi associo al richiamo di Papa Francesco per una Chiesa povera, essenziale, che sappia tornare alle cose che contano davvero e che sappia stare in mezzo alla gente, muta compagna di viaggio come Gesù che dette una risposta alle ansie e alle difficoltà dei discepoli di Emmaus che camminavano accanto a l. ui. Ancora rilancio il mio appello a tutte le persone di buona volontà, credenti e non, che aiutino me e tutti i sacerdoti a stare in mezzo alla gente e a condividere.

Siamo alla Pasqua, il momento più importante dell'anno per i credenti. Le lacrime del venerdì Santo ai piedi della croce si sciolgono nella speranza e nella gioia della domenica di Pasqua, nella Resurrezione del Signore, nella sconfitta della morte. La storia anche recente di questi giorni della Chiesa è un segno anche di questo: dopo lo smarrimento e il dolore arriva la speranza, la gioia. Così sarà - ne sono sicuro - anche per la nostra città di Prato che saprà risollevarsi dalla difficoltà e che ha il dovere di guardare con speranza al proprio futuro. Me lo dicono gli occhi della gente, abituata a lottare e con un'inventiva e uno spirito creativo che raramente ho incontrato da altre parti. Ce la faremo, insieme.

Vi benedico nel Signore che è morto ma - non scordiamolo mai - soprattutto è risorto.

* Vescovo di Prato

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