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Prato

Marcolana: oltre cinque milioni di debiti divisi tra cento di fornitori

Marcolana: oltre cinque milioni di debiti divisi tra cento di fornitori

Il lanificio propone ai creditori chirografari il pagamento del 23%, i dipendenti avranno il 100% per un valore complessivo di circa due milioni di euro

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PRATO. Cinque milioni di euro di debiti verso i fornitori. E’ questa lacifra che il lanificio Marcolana ha inserito nella presentazione della relazione del concordato accettata alcuni giorni fa al Tribunale di Prato, nella persona del giudice Legnaioli.

Il concordato in bianco si è riempito di contenuti e ora toccherà ai due commissari Evaristo Ricci e Donata Pieri traghettare la procedura fino all’assemblea dei creditori fissata per il 25 maggio.

I cinque milioni di euro sono da ripartire per un centinaio di creditori, per la maggior parte piccole aziende del tessile del distretto con una bella fetta da riscuotere della rifinizione Cambi che negli ultimi tempi doveva riscuoter e intorno al milione di euro.

Un altro duro colpo, anche se in questo caso annunciato, per il tessile pratese dal momento che il concordato prevede il pagamento del 23 per cento ai debitori chirografari(cifra forse superiore alla media di quanto garantito dai concordati presentati a Prato) ma che prevede grosse perdite. Per quanto riguarda i privilegiati, come prevede la legge,sarà pagato il 100% del credito che ammonta più o meno a due milioni di euro tra trattamento di fine rapporto e stipendi arretrati dei dipendenti (attualmente in 16 non sono ancora ricollocati). Una cifra a cui si sommano quasi 10 milioni di euro di debiti nei confronti degli istituti bancari.

Se il passivo ha raggiunto cifre considerevoli per un lanificio, nell’attivo si trovano poche cose: la parte del leone la fa l’azienda in Bulgaria, più o meno con un valore di 8 milioni di euro.

Una fabbrica aperta qualche anno fa, nel 2004, dalla famiglia Barontini (fu una delle prime delocalizzazioni) con cui il lanificio si attirò molte antipatie nel distretto per i prezzi bassi che dopo questa operazione riuscirono ad applicare sui mercati e che battevano di gran lunga quelli dei colleghi pratesi. All’interno dell’azienda si lavorava a ciclo completo.

Da mesi l’azienda è chiusa ma sono inseriti nel concordato l’immobile e i macchinari e. seppur nel concordato non ci sia documentazione di questo tipo, si dice ci sia un imprenditore (straniero) particolarmente interessato all’acquisto.

Una storia quella di Marcolana e della famiglia Barontini , lunga oltre 40 anni, che si avvia alla chiusura con un concentrato di affari sbagliati e progetti naufragati concentrati negli ultimi anni.

Ilenia Reali

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