Finanza
Cinese morto, è stato un “pirata”
Confermata l’ipotesi della prima ora, si spera nelle telecamere
PRATO. Terminata la prima fase delle indagini, trova conferma la prima ipotesi che era stata fatta a caldo dagli inquirenti sulle cause della morte del cinese di 49 anni il cui corpo senza vita è stato trovato all’alba di mercoledì in un fosso lungo il viale 16 Aprile all’altezza del Macrolotto di Iolo.
A travolgere e uccidere l’orientale è stato quasi certamente un furgone pirata, il cui conducente non si è fermato a prestare soccorso.
Escluso un collegamento con la rissa tra ventenni cinesi avvenuta qualche ora prima in una tavola calda di via dei Fossi, esclusa per il momento l’ipotesi che l’uomo possa essere morto altrove e poi il corpo trasportato sulla tangenziale (le tracce di sangue raccontano un’altra storia), resta in piedi solo la spiegazione dell’incidente stradale.
C’è comunque un pirata della strada che per il momento l’ha fatta franca, ma i carabinieri e il sostituto Sangermano continuano a indagare nella speranza di rintracciarlo. Sulla strada non sono rimaste tracce utili. Ci sono però un paio di telecamere che potrebbero raccontare qualcosa. La prima è nel distributore Agip un centinaio di metri prima del luogo dell’incidente; la seconda è alla rotonda con via Paronese. Ci vorrà un po’ di tempo, ma la visione delle immagini potrebbero mettere gli inquirenti sulla buona strada. Se il conducente del furgone pirata non deciderà di costituirsi prima.
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