Il Tirreno

Prato

Relazione alla Consob primi passi della Bp Prato

Relazione alla Consob primi passi della Bp Prato

A maggio sarà presentata l’informativa per avere il via libera alla raccolta «Una banca di persone, legata al territorio». E come simbolo sceglie il Castello

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Come simbolo hanno scelto il castello dell’Imperatore e come territorio di riferimento la provincia di Prato. Del resto l’obiettivo, dichiarato fin dalle prime righe, è chiaro: restituire alla città una sua banca dopo che la Cassa di Risparmio è stata inglobata dalla Popolare di Vicenza e che quindi il distretto non è più il suo primo territorio di riferimento. A maggio sarà presentato il prospetto informativo a Consob e da quel momento potrà partire la parte più complessa della procedura di costituzione della nuova Banca popolare di Prato. Il comitato promotore ovviamente c’è già ed è costituito: si va dal’avvocato Lenzi al vice presidente Uisp Alessio Pacini, passando per un gruppo numeroso imprenditori compreso il presidente del comitato promotore e “traghettatore” Alessandro Guarducci, titolare di un’azienda di nuove tecnologie. «L’iniziativa - spiega Guarducci - è ancora in fase iniziale: per costituire una banca infatti si crea un comitato promotore e attraverso i suoi tecnici si prepara un prospetto informativo da presentare a Consob che da il via libera. Da quel momento i membri del comitato promotore diventano promotori finanziari e raggiunta la quota prefissata per il capitale sociale si può costituire la banca e chiedere l’autorizzazione alla Banca di Italia. Noi siamo in procinto di presentare alla Consob il prospetto».

L’iniziativa di costituire una Banca di Prato è nata «da un gruppo di cittadini volenterosi che non accettano le attuali regole del sistema creditizio e che hanno voglia di avanti l’innovazione nel settore tornando a un valore etico nel settore bancario». Insomma il comitato promotore della Banca di Prato vuol tornare a investire sul territorio e nelle aziende uscendo dalle speculazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni. «Pensiamo prima di tutto a un banca di persone ed è per questo che prima coinvolgiamo uomini e donne e solo dopo ci metteremo raccogliere il capitale. Contiamo comunque di arrivare a un capitale sociale compreso tra i 10 e i 15 milioni di euro». Una banca che si prevede aprirà a gennaio del 2015 (con una decina di dipendenti) e con un progetto impegnativo se è vero che nel settore creditizio “piccolo non è bello”. «Teoria sbagliata - è invece il parere di Guarducci - perchè i casi più virtuosi sono proprio tra le piccole banche: la Banca popolare di Lajatico, la Banca di popolare di Cortona, quella di Valconca a Rimini. Mi sento di dire che è proprio l’opposto: le banche del territorio hanno aumentato la propria operatività dando redditività agli azionisti mentre le banche corporate hanno perso tra il 60 e il 90% della loro capitalizzazione».

Ilenia Reali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web