Sicurezza
Senza la Tia mancano all’appello 25 milioni
PRATO. L’incognita Tares pesa come una spada di Damocle su Asm, l’azienda pratese che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. La nuova tassa sui rifiuti destinata a mettere in...
PRATO. L’incognita Tares pesa come una spada di Damocle su Asm, l’azienda pratese che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. La nuova tassa sui rifiuti destinata a mettere in archivio la Tia sta mettendo in difficoltà l’azienda. Infatti la prima rata è slittata a luglio creando così un vuoto “finanziario” per le casse Asm. «Di solito a febbraio inviavamo ai cittadini le bollette relative alla prima rata Asm - spiega il direttore di Asm Sandro Gensini - , così da poter riscuotere già a marzo. Lo slittamento della prima rata a luglio di fatto fa venire meno pagamenti per 20-25 milioni di euro. Per riuscire a far quadrare i conti contiamo sui pagamenti delle fatture da parte dei Comuni e se, possibile, su qualche anticipo». Il direttore di Asm esclude che vi possano comunque essere problemi di liquidità tali da mettere in forse gli stipendi dei lavoratori: «Non siamo in queste condizioni» assicura Gensini.
A risolvere questa situazione di stallo potrebbe arrivare un ulteriore rinvio al gennaio 2014 che cambierebbe le carte in tavola. Perché in questo caso l’Asm sarebbe pronta a far partire le nuove cartelle Tia, tra l’altro più leggere rispetto alla Tares che prevede invece una maggioranza di 30 centesimi al metro quadro. E sempre a proposito di cifre Asm tiene a precisare che quelle pubblicate ieri da alcuni giornali non sono corrette. «Non è vero che Prato è al quarto posto in Italia per il caro rifiuti - chiarisce Gensini - avevamo già inviato una richiesta di correzione all’ufficio studi della Uil Politiche territoriali ma a quanto pare questi dati circolano ancora. In realtà l’esempio riportato è sbagliato: nel 2012 a Prato una famiglia di 4 persone per un appartamento di 80 metri quadri pagava 288 euro e non 329 come riportato. Forse è stata aggiunta l’Iva che invece noi già prevediamo».
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