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Prato

Immobili a picco con la nuova pista

Immobili a picco con la nuova pista

Confesercenti stima una perdita di valore tre il 25 e il 30% a Mezzana, Badie, Grignano, San Giorgio, Paperino

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PRATO. Bisognerà attendere una Valutazione d'impatto sanitario per apprezzare appieno le ricadute sull'ambiente della nuova pista, ma gli aerei prima ancora di cominciare a sprigionare i decibel che hanno in pancia rischiano di abbattersi in picchiata contro il patrimonio di migliaia di pratesi.

Mezzana, Badie, Grignano, San Giorgio, Santa Maria a Colonica e Paperino potrebbero subire col nuovo aeroporto di Peretola una svalutazione dal 15 al 25% in un colpo solo. La stima è dell'associazione nazionale degli agenti e mediatori immobiliari legati a Confesercenti. Che propone una stima affinata sul parallelo dei quartieri fiorentini, Peretola Quaracchi e Brozzi. «Per capire la dinamica dei prezzi – è la convinzione del presidente provinciale, Mirko Cecconi – non servono studi ambientali particolari, è sufficiente andare a chiedere ai nostri colleghi, impegnati sulle compravendite di case che stanno sotto i corridoi attuali di volo. Ne emerge che il deprezzamento in media è del 25-30% rispetto agli immobili con le stesse caratteristiche tecniche in zone confinanti». Parlare di una riduzione ulteriore dei prezzi nell'ordine di ¼ da Mezzana a Paperino può risultare – per logica conseguenza – una stima arrotondata per difetto. Perché l'inquinamento acustico sarebbe più intenso e costante sulle aree a Sud-Est di Prato rispetto a quanto non lo sia oggi su Quaracchi o Brozzi. «Essendo il corridoio unidrezionale, si decollerà e si atterrerà passando sopra le nostre teste, con una frequenza di 8 minuti. Il disagio sarà forte per tutta la zona e i clienti saranno più restii ad acquistare nei dintorni un immobile». Con la depressione dell'ultimo quadriennio, responsabile di un crollo dei valori e del volume delle compravendite, tornati sui livelli degli anni '90, con l'Imu in agguato anno dopo anno, il nuovo aeroporto darebbe a Prato il colpo di grazia al settore in buona parte della città. Sofferente negli ultimi 12 mesi per l'ennesima limatura dei valori del 15-20%.

La nuova pista comprometterebbe in città la stima tiepidamente ottimista degli analisti, i quali stimano su scala nazionale l'inizio di un recupero nel 2014. Da qui la necessità per i rappresentanti di categoria delle agenzie di non vanificare l'occasione che si profilerebbe l’anno prossimo. Per ridurre o eliminare i danni, quindi, il punto focale è la soluzione al nodo infrastrutturale. Cecconi – pur tenendosi alla larga alle note tecniche del dibattito – su Peretola si allinea, così a una soluzione pisana a impatto zero sui cieli pratesi: «Firenze non avrà mai le caratteristiche per trasformarlo in un hub intercontinentale. Vediamo con maggiore favore la sinergia con Pisa, migliorando il trasporto ferroviario regionale. Altrimenti, non possiamo stare tranquilli come operatori e consigliamo un'attenta riflessione sulle scelte da fare».

Carlandrea Poli

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