Cadavere trovato nel fosso Si pensa a un’auto pirata
È un operaio cinese di 49 anni. Poche ore prima c’era stata una rissa tra orientali a meno di un chilometro. Nessuna ipotesi esclusa, decisivi i risultati dell’autopsia
PRATO. Da 24 ore i carabinieri del Nucleo investigativo e il sostituto procuratore Antonio Sangermano sono impegnati a risolvere il mistero della Tangenziale, il ritrovamento del cadavere di un cinese di 49 anni in un fosso lungo viale 16 Aprile, all’altezza del Macrolotto di Iolo. E possibilmente a dare un nome a chi lo ha ridotto in quello stato, in quello stato, con la faccia sfigurata, irriconoscibile.
L’ipotesi più accreditata è che l’orientale sia stato travolto da un’auto o più probabilmente da un camion mentre camminava sul ciglio della strada, ma gli inquirenti, almeno fin quando non avranno il risultato dell’autopsia, che verrà eseguita oggi, non possono escludere con certezza nessun’altra ipotesi, compresa quella dell’omicidio.
A segnalare per primo il cadavere lungo la strada è stato ieri mattina alle 6,20 un camionista di passaggio, che ha notato un fagotto di forma umana rannicchiato nel fosso, tra la rotonda che incrocia via Piemonte e quella che interseca via Paronese, sulla carreggiata in direzione nord. Sul posto è stata inviata un’ambulanza della Misericordia, il cui medico si è limitato a constatare il decesso, mentre i carabinieri avvertivano il magistrato di turno e la polizia municipale riduceva la carreggiata per consentire i rilievi. La prima ipotesi che è stata fatta è che la morte del cinese potesse essere collegata a una furibonda rissa scoppiata la sera prima, intorno alle 22.15, in una tavola calda cinese di via dei Fossi, distante 700 metri dal luogo dove è stato trovato il cadavere. Alla rissa ha partecipato una dozzina di orientali, tra cui una donna, e sette di loro sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso (due sono stati trattenuti in osservazione). La polizia ha poi trovato il locale a soqquadro. Si pensava che il cinese si fosse trascinato fino alla tangenziale e lì fosse stramazzato per un colpo ricevuto in faccia. Ma col passare delle ore l’ipotesi ha perso forza, anche perché il primo esame del corpo, compiuto dal medico legale Alberto Albertacci, ha riscontrato ferite compatibili con l’investimento da parte di un’auto, il cui conducente avrebbe scaraventato il pedone nel fosso e non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Un altro particolare, una scarpa finita a qualche metro dal piede della vittima, farebbe pensare alla dinamica di un incidente.
L’ipotesi alternativa, e cioè che il cinese sia stato ucciso altrove e poi scaricato nel fosso, incontra alcuni ostacoli logici, il più importante dei quali è che il tratto di strada lungo il quale è stato trovato il cadavere è molto trafficato, anche di notte. Se qualcuno avesse voluto liberarsi di un corpo ingombrante avrebbe probabilmente scelto un posto dove correva meno rischi di essere visto, e nella zona le strade meno battute non mancano.
Quando i carabinieri hanno voltato il corpo senza vita del cinese ci si è accorti che un braccio era bloccato in una posizione innaturale. Anche questo particolare si presta a una duplice lettura: la prima è che la morte risalga a molte ore prima della scoperta; mentre la seconda, più probabile, è che sia il segno di una frattura riportata nell’impatto con l’auto o il camion pirata che non si è fermato dopo aver travolto l’orientale. La vittima non aveva documenti d’identità con sé, ma in mano ai carabinieri è rimasto il suo telefono cellulare e grazie a questo nel pomeriggio hanno rintracciato la moglie e i due figli, che sono stati sentiti al Comando provinciale. Al momento non sembrano aver dato elementi utili per capire che cosa ci facesse l’uomo in piena notte lungo viale 16 Aprile, e soprattutto dove lavorasse.
@NencioniP
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