Gioco
Si allungano gli orari delle banche Aperture anche di sabato mattina
Critici i sindacati che lamentano una mancata contrattazione e minacciano uno sciopero Dopo la Cassa di Firenze e la BpV anche il Credito cooperativo sperimenterà le nuove turnazioni
PRATO. Banche aperte dieci ore al giorno, anche il sabato mattina, come fossero un supermercato o il negozio di un centro commerciale. Dopo Banca popolare di Vicenza e Cassa di Risparmio di Firenze, le prime a mettere in pratica le opportunità offerte dalle liberalizzazioni, anche il Credito cooperativo area pratese sta seriamente prendendo in considerazione la possibilità di estendere l’orario di apertura e c’è chi è pronto a scommettere che la maggior parte degli istituti si adeguerà nel giro di poco tempo. Da una rapida ricognizione effettuata presso i principali istituti presenti sul territorio, siamo in grado di dare un quadro abbastanza rappresentativo della situazione attuale e delle intenzioni di ciascuno. «Stiamo valutando l’ipotesi di aprire gli sportelli dell’agenzia di Poggio a Caiano di sabato mattina», fanno sapere dall’ufficio organizzazione del Credito cooperativo area pratese. Novità in arrivo anche da Banca popolare di Milano (con agenzia in via Carlo Marx): «Ad oggi non c’è ancora niente di ufficiale – sottolineano - ma presto le cose potrebbero cambiare anche qui». Si salvano al momento i dipendenti di Banca nazionale del lavoro, Monte dei Paschi di Siena, Credito cooperativo di Vignole e della Montagna pistoiese e Banca popolare dell’Emilia Romagna, da cui si registra un secco “no” al prolungamento o altre forme di estensione degli orari di apertura di una o più agenzie territoriali. Intanto dallo scorso 25 marzo la filiale di banca Cr Firenze di viale della Repubblica 247 resterà aperta fino alle 20 nei feriali e anche il sabato mattina. A dare il via al nuovo sistema è stata ancor prima la Banca popolare di Vicenza (ex Cariprato), che a partire da lunedì 18 marzo, ha completamente stravolto l’orario di apertura al pubblico della filiale di via degli Alberti 2, in centro storico, iniziando a fare orario continuato dalle 8,05 alle 19,30. Se la novità introdotta - per il momento solo da pochi - porterà o meno dei benefici all’azienda e ai clienti, offrendo a quest’ultimi un servizio in più, si vedrà tra qualche mese facendo un rapporto costi-ricavi. Intanto i sindacati esprimo molte perplessità. «Indiremo nelle prossime settimane uno sciopero per protestare contro la disattenzione dell’azienda nei confronti delle esigenze e delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti – annuncia Pietro Borella, sindacalista Falcri (Federazione autonoma lavoratori del credito e del risparmio italiani) – quello che è dispiaciuto, infatti, è vedere la totale disattenzione da parte degli istituti che non hanno tenuto conto delle condizioni dei propri dipendenti, tra cui ci sono pendolari ai quali, in base ai nuovi orari di lavoro, è cambiata la vita: insomma per chi deve prendere il treno per tornare a casa, un conto è uscire alle 17 un altro alle 20. Perché l’azienda non ha voluto prendere in considerazione l’ipotesi di una turnazione settimanale anziché mensile? Ci sono mamme, per esempio, che entrando alle11,48 e uscendo alle 20, non riescono nemmeno più a vedere i loro figli». Anche in merito all’utilità del servizio, Borella non nasconde le sue perplessità «tuttavia – sottolinea – sarà l’azienda a fare le proprie valutazioni al momento opportuno».«Come Cgil non c’è una pregiudiziale rispetto al prolungamento dell’orario di apertura – aggiunge il segretario Fisac, Diego Viti - il problema, semmai, è che a fronte dell’estensione degli orari degli sportelli non c’è stato un rinforzo dell’organico e non ci risulta che la novità sia stata introdotta in quelle filiali dove c’era un problema di gestione degli esuberi, che di fatto è la motivazione principale per cui tale possibilità è prevista dal contratto nazionale del lavoro senza un precedente accordo sindacale».
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