Il Tirreno

Prato

Aeroporti toscani

«La nuova pista costerà 500 milioni»

«La nuova pista costerà 500 milioni»

L’assessore Menchetti ribadisce: «La Regione proceda con la Vis altrimenti la faremo da soli»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO.

«La Regione si attivi per fare una nuova valutazione d'impatto sanitario per capire le ricadute della pista parallela-convergente, altrimenti la faremo da soli». Analogamente all'allarme diossina per l'inceneritore di Baciacavallo, anche sull'ampliamento dell'aeroporto di Peretola presto il conflitto politico potrebbe scatenarsi sui dati e sulla loro affidabilità. Ma con le istituzioni a compiere i primi passi e non i comitati. Sarà la Provincia, qualora da Enrico Rossi dovesse giungere un niet, a coinvolgere gli enti della Piana contrari all'assetto dello scalo fiorentino definito dalla variante al Pit. Ad annunciarlo ieri mattina a palazzo Banci-Buonamici l'assessore alle infrastrutture, Ivano Menchetti durante un'audizione della commissione ambiente. Intrecciando il filo di Peretola con un altro ad altissima tensione, quello dell'inceneritore di Case Passerini che dovrebbe essere realizzato per dare attuazione al piano interprovinciale dei rifiuti: «Nel 2007 la Vis dava parere favorevole ad un termovalorizzatore in ragione dell'effetto di compensazione creato dalla presenza delle aree umide, le quali adesso vengono sconvolte per i lavori sulla pista parallela-convergente. Sono ancora validi quei dati? Per esserne certi un ente superpartes deve essere chiamato a fare una nuova valutazione». Spostare il Fosso Reale, interrare l'autostrada o sopraelevare l'aeroporto avrà effetti sulla sostenibilità, è la tesi dell'assessore. Condivisa dal timore che la nuova pista crei una situazione di incompatibilità per tenere a varo l'inceneritore a Sesto Fiorentino, previsto per il 2015: «Non vorrei che venisse messa in discussione la pianificazione sui rifiuti. E questo riguarda parecchio la salute dei cittadini» adombra la consigliera del Pd, Monia Faltoni. Prima di arrivare alla Vis, ad ogni modo, Menchetti vorrebbe smontare pezzo per pezzo la credibilità economica dell'operazione: «Il costo stimato di 300 milioni di euro è per lo meno corretto per difetto, probabilmente è destinato a lievitare fino a 500 milioni – ha ipotizzato di fronte ai consiglieri provinciali – Vogliamo pensare allo sviluppo dell'area? Prendiamo quei 300 milioni destinati dallo Stato alla Toscana tramite legge obiettivo. Se non servissero per l'aeroporto potremmo utilizzarli per investirli nei collegamenti ferroviari». E ha citato la tratta, ad oggi di una lentezza da bradipo, Prato-Lucca-Pisa: «C'è un progetto di mobilità veloce che costerebbe proprio quella cifra. Ci consentirebbe di pensare a Pisa, il solo sito a poter garantire la costruzione di una doppia pista per i viaggi internazionali verso la Cina e gli Usa». Per giunta provinciale e maggioranza questa deve essere la mission infrastrutturale per il territorio regionale. Ammesso che questo sia il vero interesse politico. Forse sediziosa, ma con uno sfondo di verità la tesi dell'Idv, Luca Mori: «C'è il rischio di spendere centinaia di milioni solo per permettere la pace fra Renzi e Rossi».

Carlandrea Poli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa