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Prato

Il silenzio della Dogaia irrita Taiti

PRATO. Se il direttore del carcere della Dogaia c’è, che batta un colpo. E’ questo il senso di una nota di Massimo Taiti e Vittorio Giugni, presidente e segretario dell’associazione radicale Liber@men...

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PRATO. Se il direttore del carcere della Dogaia c’è, che batta un colpo. E’ questo il senso di una nota di Massimo Taiti e Vittorio Giugni, presidente e segretario dell’associazione radicale Liber@mente. Oggetto del contendere, spiegano, una proposta avanzata il 28 settembre scorso dal comandante delle guardia penitenziarie, Pilumeli, sulla possibilità di organizzare visite periodiche della cittadinanza alla casa circondariale. Erano presenti anche i deputati Andrea Lulli e Riccardo Mazzoni. Ora, a distanza di mesi, Taiti e Giugni fanno sapere che, nonostante sia stato redatto un progetto con la Pubblica Assistenza, nessuna risposta è arrivata dal direttore della Dogaia, Vincenzo Tedesco: «Neppure un cenno, o d'assenso o di diniego».

«Francamente non sappiamo come giudicare l'atteggiamento della direzione del Carcere della Dogaia - commentano - Tuttavia crediamo che questi atteggiamenti non corrispondano certamente ad una apertura dell'istituzione carceraria alla città...».

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