Il dolore
«Riorganizzazione imposta dalla legge e non condivisa»
PRATO. L’annuncio della manifestazione di protesta indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, con la partecipazione anche delle mamme di bambini che frequentano le scuole dell’infanzia,...
PRATO. L’annuncio della manifestazione di protesta indetta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, con la partecipazione anche delle mamme di bambini che frequentano le scuole dell’infanzia, e prevista per oggi pomeriggio alle 17,30 in piazza S. Francesco, contro l’esternalizzazione di alcuni servizi scolastici (insegnanti di sostegno e bidelli), ha indotto l’assessore all’istruzione pubblica Rita Pieri ha spiegare nuovamente quale sia la posizione del Comune.
«Condividiamo con i genitori - scrive l’assessore Pieri - la preoccupazione per una necessità di una scuola pubblica di qualità, una strada che l'amministrazione comunale ha sempre seguito con convinzione, raggiungendo risultati eccellenti. L'organizzazione dei servizi per l'infanzia è sempre stata seguita con attenzione, permettendo di raggiungere obiettivi di qualità, grazie soprattutto alla collaborazione delle educatrici e del personale ausiliario».
«Dalla lettura dei quotidiani prosegue l’assessore Pieri - emergono però anche le motivazioni alle base delle misure che sono state proposte: si tratta di una scelta necessaria imposta dalla legge, per contenere la spesa del personale a tempo determinato delle scuole nei limiti dell'anno 2009. Il mancato rispetto di tali limiti porterebbe pesanti conseguenze in termini di risorse per il Comune, quali l'impossibilità di assumere personale o contrarre mutui per le opere pubbliche. I meccanismi a volte perversi della finanza pubblica impongono questa decisione, che non è certo condivisa dall'amministrazione, né politicamente, né tanto meno nei principi».
« Il servizio pubblico - continua l’assessore all’Istruzione pubblica - va tutelato; questa convinzione ha portato ad escludere le facili scorciatoie di chiusura di servizi e a scegliere delle misure che, sia pur dolorose, rispettino gli standard qualitativi della scuola pubblica. Vi è inoltre da considerare che il 2013 è l'anno critico per rientrare nei parametri di spesa: probabilmente già dall'anno prossimo sarà possibile ritornare su alcune delle scelte operate, sempre però nel rispetto dei limiti di spesa».
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