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Caccia alla volpe in tana. Romanelli (Sel): "Pratica barbara voluta dalle lobbies dei cacciatori"
"Voglio ricordare che la caccia in tana è un qualcosa di davvero crudele: si svolge utilizzando mute di cani che scavano nelle tane, trascinano via sbranandoli i cuccioli con i loro genitori", dichiara il consigliere regionale
"La notizia - dichiara il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli - dell'autorizzazione da parte della provincia di Siena alla caccia alla volpe in tana per il periodo che va dal 1 aprile al 31 luglio 2013, motivandone la decisione con i danni alla fauna provocati dall'attività di predazione della volpe stessa, suscita vero sconcerto".
"Voglio ricordare che la caccia in tana è un qualcosa di davvero crudele: si svolge utilizzando mute di cani che scavano nelle tane, trascinano via sbranandoli i cuccioli con i loro genitori, mentre ai fuggiaschi è riservato il fucile, appena usciti allo scoperto, se non, a volte, bastonate e martellate". "
"Ed il periodo autorizzato, da aprile a maggio, coincide proprio con la gravidanza, la nascita e lo svezzamento dei cuccioli di volpe".
"Ma la caccia alla volpe non è solo feroce, è anche poco intelligente: la volpe, se lasciata viva, potrebbe ridurre notevolmente gli emolumenti che le Province devono pagare ogni anno per i danni all'agricoltura provocati da fagiani e lepri".
"È quindi evidente che la decisione sembra derivare più dalla volontà di garantire ai cacciatori più prede possibili durante la stagione venatoria, piuttosto che per una presunta tutela dell'ecosistema o per evitare danni all'agricoltura".
"Sinceramente, per questa come per altre vicende, gli unici criteri appaiono il numero di prede da assicurare ai cacciatori e il numero di voti da assicurare alle forze politiche che dei cacciatori si fanno paladini. Gli equilibri dell'ecosistema, i danni all'agricoltura, il senso di umanità e di compassione verso animali innocenti crudelmente sbranati e uccisi a famiglie intere, non sono minimamaente fattori presi in considerazione"
"Oggi - termina l'esponente di Sel - ho presentato un'interrogazione in Consiglio Regionale per chiedere se la Giunta non intenda fermare tale pratica barbara e incivile e per avere i dati reali sui danni causati dalle volpi, paragonati ai danni delle prede naturali, fagiani e lepri, delle volpi stesse".
ECCO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE:
Ricordato che l'Ufficio Risorse Faunistiche della Provincia di Siena ha autorizzato la caccia alla volpe in tana per il periodo che va dal primo aprile al 31 luglio 2013, motivandone la decisione per i danni alla fauna provocati da un animale predatore come la volpe;
Considerato che la decisione sembra derivare più dalla volontà di garantire ai cacciatori più prede possibili durante la stagione venatoria, piuttosto che per una presunta tutela o per evitare danni di qualsiasi specie;
Considerato infatti che le volpi sono accusate, soprattutto, di fare danni alla fauna selvatica cacciabile, prevalentemente fagiani e lepri, ma , a loro volta, queste due specie animali, da sole, sono responsabili di danni ben maggiori;
Ricordato anche che lepri e fagiani sono rilasciati dagli stessi cacciatori in grandi quantità sui territori provinciali, provenendo da allevamenti o da zone di ripopolamento e cattura;
Considerato quindi che la volpe, se lasciata viva, potrebbe ridurre notevolmente i danni che le Province devono pagare ogni anno per fagiani e lepri, ma che, ovviamente, questo significherebbe meno prede da abbattere per i cacciatori;
Ricordato che in Italia centrale la maggior parte degli accoppiamenti tra volpi ha luogo alla fine di febbraio e che di conseguenza, le femmine sono gravide fra marzo e aprile e le nascite si hanno nella seconda metà di aprile, mentre i piccoli vengono allattati fino alla metà di giugno e in seguito vivono insieme alla madre fino a settembre;
Ricordato che la pratica della caccia in tana si svolge utilizzando mute di cani da caccia che scavano nelle tane per infilarvisi e trascinare via o sbranare i cuccioli con i loro genitori, mentre ai fuggiaschi è riservato il fucile, appena usciti allo scoperto, se non a volte, bastonate e martellate;
Interroga la Giunta
A quanto corrispondono i danni causati dalle volpi e a quanto quelli causati da fagiani e lepri;
Se non ritiene la pratica della ciaccia in tana una pratica barbara e incivile da vietare completamente.
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