Sicurezza
Mamme col fischietto scatta la protesta in piazza
PRATO. Si preannuncia già come una protesta che farà rumore. Con il popolo di mamme, educatori e bidelli armati di fischietto, pronti a scendere in piazza martedì prossimo (piazza San Francesco alle...
PRATO. Si preannuncia già come una protesta che farà rumore. Con il popolo di mamme, educatori e bidelli armati di fischietto, pronti a scendere in piazza martedì prossimo (piazza San Francesco alle 17.30) contro il piano del Comune che punta a contenere la spesa dei precari dei nidi e nelle materne (risparmio di 665.226,74 euro). Grideranno forte “no” all’esternalizzazione dei servizi ausiliari e degli insegnanti di sostegno, una scelta dell’amministrazione per rientrare nei paletti di spesa fissati dalla “spending review” relativamente al personale a termine (quella dell’anno in corso, ovvero di 2.648.513,58 euro, supererebbe la cifra di spesa prevista per il 2009, di poco inferiore a 2 milioni.) La mobilitazione promossa dalla funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil era nell’aria: in gioco c’è il futuro di 63 lavoratori (42 oltre a 21 tra insegnanti di sostegno all’handicap ed educatori) per i quali finora si attingeva dalle normali graduatorie pubbliche, oltre a nove educatori in meno in conseguenza della chiusura prossima di tre sezioni di nido. E si denunciano relazioni sindacali ai ferri corti. «Non c’è stata trattativa sindacale – denuncia Luciano Mencacci (Uil) -. Si respira un clima di terrorismo: c’è stato riferito come alcuni funzionari siano stati mandati nelle scuole a staccare i nostri volantini di protesta relativi alla manifestazione. Abbiamo inviato una diffida perché nei singoli plessi sono state convocate assemblee con i dipendenti, nostri delegati, senza la presenza dei sindacati». Che la scure della “spending review” pendesse sugli enti locali non era certo una novità. Secondo Giovanni Iorio, segretario della Fp-Cgil, la patata bollente scottava già da settembre. «Potevamo già avere prima una proiezione dei numeri della spesa ma l’amministrazione ha deciso di aspettare fino all’ultimo. Si parla di servizi che devono continuare a trovare un modello di riferimento nel pubblico con un'integrazione, semmai, nel privato». Lancia una provocazione Iorio, sulla scia della riduzione di stipendio da parte dei super dirigenti della Regione. «Lo facciano anche a Prato». Ci sono poi i conti che non tornano: facendo a meno dei precari (appaltando alcuni servizi e contraendone altri), il Comune si attesterebbe su una spesa di poco più di 1 milione di euro, 900mila euro in meno rispetto al tetto di legge. Da una verifica sindacale risulta inoltre che fra il 2009 e il 2012 il settore della scuola comunale abbia perso 33 unità di personale e che ora vi sarebbero le condizioni economiche per assumere come minimo dieci persone a tempo indeterminato così da ridurre la spesa per i precari. «A pagare per la qualità del servizio saranno le famiglie, con orari sempre più ridotti a scuola. Non siamo qui però a demonizzare le cooperative – chiarisce Massimo Cataldo (Cisl) - che a Prato stanno vivendo un momento di profonda sofferenza».
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