Sicurezza
La Via Crucis del silenzio nel quartiere cinese
Il vescovo Agostinelli: «Come è successo a Gesù siamo passati tra la gente, qualcuno ci ha ignorato, altri sono rimasti incuriositi e alcuni si sono accodati»
PRATO. Una Via Crucis silenziosa fra le vie di Chinatown. «Siamo in pochi – ha spiegato il vescovo Franco Agostinelli – ma in realtà siamo in tanti perché rappresentiamo l' universo. La nostra processione ha delle similitudini con quella di Gesù; siamo passati in mezzo alla gente, qualcuno ci ha guardato con curiosità, altri ci hanno ignorati e qualcuno si è accodato».
La prima volta del vescovo Agostinelli è stata caratterizzata dal silenzio; ha preso la parola soltanto alla fine della processione, all’angolo di via Bonicoli, nella piazzetta dove si radunano molti orientali, «Abbiamo scelto di fermarci in questo luogo – ha sottolineato – perché è un crocevia dove passano persone di etnie diverse. E noi siamo qui riuniti nel nome del Signore».
Il piccolo gruppo, una trentina di persone, dopo 7 stazioni, si è fermato per meditare e per ascoltare le parole del Vescovo, prontamente tradotte da don Francesco Saverio Wang. «Vorrei avere un tono di voce così forte – ha detto Agostinelli – da farmi sentire in tutto il quartiere, in ogni casa e in ogni luogo per augurare a tutti concordia, progresso, comprensione e unione».
La prima stazione è stata meditata davanti alla Pam di via Pistoiese, da lì la processione si è mossa verso via Colombo e via Borgioli, via Marini, per poi svoltare in via Filzi e rientrare in via Pistoiese. Oltre al vescovo e don Wang c'erano anche don Santino Brunetti , i frati francescani della comunità Maria Madre dell’incontro di via Donizetti, cattolici italiani e cinesi che hanno voluto condividere questo momento di fede.
Le letture, come i canti, sono state fatte nelle due lingue per dare modo a tutti di seguire la Via Crucis. Strada facendo il gruppo è aumentato, in tanti, si sono affacciati ai balconi, qualcuno anche un po' perplesso. In alcuni momenti, soprattutto nel passaggio far via Filzi e via Pistoiese, l'indifferenza è stata palpabile; la croce addobbata con rami di ulivo e i cartelloni con frasi del Vangelo, hanno sfilato fra cassette del pesce e della frutta, mentre la gente continuava a fare la spesa. Del resto capita sempre più spesso che le processioni si svolgano fra l'indifferenza degli abitanti del quartiere.
«Siamo qui per dare una testimonianza – ha commentato il vescovo Agostinelli – per dare il buon esempio non servono tante parole. Del resto anche San Francesco aveva deciso di passare fra la gente della sua città, senza parlare, soltanto camminando. Sono contento di essere qui, in un luogo significativo dove vivono dei fratelli con cui condividiamo la fede».
Venerdì monsignor Agostinelli ha officiato anche la Via Crucis con trecento giovani nelle strade del Macrolotto, tra sfondi sfitti e pronto moda.
«Una scelta simbolica – spiega don Alessio Santini, responsabile dell’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile- a sottolineare quanto la realtà della passione della Croce possa portare conforto anche in quel mondo del lavoro che sta vivendo una crisi rischiosa per la stabilità di molte famiglie e di un’intera città».
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