Il Tirreno

Prato

Corsa contro il tempo per il nuovo Pecci

di Riccardo Tempestini

Il sindaco-presidente Roberto Cenni punta a un salto di qualità «Tra un anno è prevista l’inaugurazione ma occorrono altri finanziamenti»

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PRATO. «Un salto di qualità a tutti i livelli». Ecco al frase clou nell’intervista sul futuro del Centro Pecci al presidente-sindaco Roberto Cenni, così come sembra abbia preso nuova accelerazione il rapporto con la regione, ma l’importante è fare presto, perché un anno passa in fretta.

I lavori   per la costruzione del raddoppio del Centro Pecci  procedono regolarmente, cosicchè a ottobre ci sarà la consegna, ma  per completare il progetto di Nio bisogna sistemare la parte esterna, ovvero il verde intorno, dove riposizionare le installazioni, ma anche  risistemare almeno il tetto e le parti in ferro del vecchio edificio.  Tutto questo è possibile entro marzo- aprile 2014 o esiste la possibilità di un rinvio dell’apertura?

« Tecnicamente è possibile. Il problema è trovare i finanziamenti e far partire i lavori prima possibile. Stiamo lavorando al piano degli investimenti per il 2013 e, in tale sede, vedremo quante risorse potremo destinare a tali interventi, tenuto conto anche dei vincoli che ci impongono le leggi sulla finanza pubblica (patto di stabilità). Chiederemo alla Regione di fare la sua parte. Al momento la nostra volontà rimane quella di inaugurare nella primavera del prossimo anno, fatti salvi unicamente problemi tecnici di cantiere (per i quali al momento non c’è alcun segnale) che sono fuori dal controllo e dalla volontà politica».

In ogni caso  le sale espositive del museo dovranno restare chiuse per i lavori di congiunzione delle due strutture e per i lavori esterni?

«I lavori di connessione delle due strutture, ma soprattutto quelli sulla struttura storica e sullo spazio esterno, imporranno una riduzione delle attività. Non è però detto che tutto debba rimanere chiuso, se non per i tempi strettamente necessari, ed è possibile che alcune attività, anche nelle sale espositive, possano essere realizzate anche nei mesi da settembre a marzo».

Il nuovo edificio museale, ma  cambia anche la struttura operativa, a cominciare dalla direzione artistica in scadenza a fine giugno?

«Nella struttura operativa del Centro Pecci sono presenti soggetti di grande valore, primi tra tutti i direttori artistico ed amministrativo. Negli anni della gestione Beccaglia, ben diretti da Valdemaro e dal precedente consiglio, hanno contribuito a risanare e a rilanciare il Museo e la sua immagine a livello nazionale ed internazionale. Il raddoppio degli spazi espositivi imporrà, adesso, un salto di qualità a tutti i livelli».

La Regione chiede condivisione nella gestione,  magari  cominciando dalla vicepresidenza, ma  prospetta la possibilità di contribuire alla copertura del milione e 400 mila euro per completare il Pecci  2. Può andare bene?

«Non credo che il punto sia la questione della vicepresidenza quanto la volontà di Comune e Regione di far sì che il Pecci sia sempre di più centro per l'arte contemporanea e non tanto museo. Per questo insieme all'assessore regionale alla Cultura, Cristina Scaletti, stiamo lavorando ad un tavolo che supporti lo sviluppo del Pecci esattamente in questa direzione».

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