Sicurezza
Rischio idraulico, ora a pagare sarà anche il privato
E’ una delle novità inserite nel piano strutturale del Comune di Prato. Tra i costi da prevedere uno studio idrogeologico per valutare le probabilità di esondazione
PRATO.Il rischio idraulico non è più (soltanto) affare del Comune. Chi compirà interventi di ristrutturazione o di ampliamento di un immobile che si trovi in una zona pericolosa, ovvero attraversato da un torrente intubato dovrà pagare di tasca propria uno studio idrogeologico per valutare le probabilità di un'esondazione e indicare alcune soluzioni operative.
Non ci sarà granché spazio per la fantasia: da quel che lasciano intuire gli uffici dell'assessorato dell'urbanistica due saranno le tipologie di interventi praticabili: l'allargamento del tubo che trasporta il torrente (una soluzione-cerotto) oppure la realizzazione di una cassa d'espansione. Indubbiamente quest'ultima sarebbe più funzionale a risolvere in maniera stabile i pericoli di tracimazione dei torrenti e di allagamenti di una parte della città. Il coinvolgimento dei privati per sanare gli squilibri del suolo è un capitolo inedito del piano strutturale, svelato ieri mattina in conferenza stampa dopo l'approvazione definitiva in consiglio comunale giovedì scorso. Il testo della delibera prevede in realtà anche uno sforzo pubblico. Anzitutto, il Comune insieme al piano si è dotato di uno studio aggiornato sulle frazioni più soggette ad allagamenti. E – senza grande stupore – le aree coincidono a sud col percorso dei torrenti Vella-Bardena. Mentre a nord l'apprensione ha il nome dell'Ombrone. Periodi prolungati di pioggia o precipitazioni brevi ma estremamente concentrate (le cosiddette bombe d'acqua) possono dare facile stura ad alluvioni.
Carlandrea Poli
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