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Prato

Patto di stabilità: sbloccati pagamenti per 2 milioni di euro

Patto di stabilità: sbloccati pagamenti per 2 milioni di euro

Ricadute positive per i fornitori di Comune e Provincia L’assessore Beltrame: «Risorse per i nuovi impegni»

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PRATO. Lo sblocco dei pagamenti vale 2 milioni di euro per il Comune. Più incerto l'impatto sui conti della Provincia. Il decreto del governo che scongela 40 miliardi di euro degli enti locali, sottoposti ai vincoli del patto di stabilità interno, promette di avere riverberi anche a Prato.

Secondo i conti della ragioneria il Comune attende di poter liquidare fatture per opere pubbliche e di manutenzione straordinaria per un paio di milioni. Una cifra molto contenuta rispetto alle ansie dello scorso autunno, quando l'arretrato potenziale ammontava a circa 10 milioni di euro. Ottenuta con l'unica arma lasciata a disposizione nell'ultimo quinquennio alle amministrazioni: i tagli. Il costante rispetto del patto e un contenimento generale della spesa hanno fatto sì che tutte le opere risalenti alla prima metà del 2012 venissero saldate nelle ultime settimane, lasciando sulla scrivania dei contabili in sospeso solo pagamenti per lavori o lotti di lavoro più recenti. La concessione del governo, però, attende ancora dei dettagli per comprendere i margini di manovra degli enti.

La prima incognita è il tempo: una tranche di 20 miliardi verrà sbloccata non prima di giugno, gli altri 20 miliardi sono rimandati al 2014. Inoltre, dove andrà a iniettare liquidità? Nei pagamenti di lavori già avvenuti o per opere da mettere in cantiere nel biennio venturo? L'assessore al bilancio della Provincia, Alessio Beltrame si appella direttamente ai parlamentari affinché vigilino sull'applicazione del decreto. «Se il provvedimento sarà utilizzabile solo sulle fatture giacenti – annuncia in una nota stampa – sarà riduttivo perché meno incisivo per alcuni enti. Noi ad esempio abbiamo già pagato fornitori e imprese recuperando risorse con tagli al bilancio. Sono gli impegni presi che hanno urgente bisogno di risorse».

In ballo c'è soprattutto la 325, verso la quale la Provincia deve sottostare ad una regola capestro del patto: siccome le risorse provengono sì dalla Regione ma transitano per motivi legali dai conti di palazzo Banci-Buonamici, allora contribuiscono al raggiungimento della soglia massima consentita di spesa. Il capitolo investimenti avrebbe un ampio raggio: dagli interventi di risanamento per le strade alla tutela del suolo dal rischio idraulico, senza dimenticare le migliorie all'edilizia scolastica.

Fosse per Beltrame il dibattito del patto dovrebbe proiettarsi al futuro, pensando alla revisione dei criteri piuttosto che agli investimenti compiuti finora. «Dovrebbe essere uniformato ad una missione di contenimento dell'indebitamento, ma lasciando spazio per finanziare opere pubbliche» spiega il principio ispiratore di una riforma. Comune e Provincia partono da una situazione analoga nella gestione finanziaria: entrambi in questi anni sono stati virtuosi nel rispetto degli impegni di riduzione della spesa corrente e pure in conto capitale fissati anno dopo anno dal governo.

Carlandrea Poli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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