Il Tirreno

Prato

SERVIZI MUSEALI

Castello e Cassero alla Chora

Ma la Copat, seconda, polemizza col Comune sui costi

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PRATO. Corsi e ricorsi nella storia degli appalti per gestire il Castello dell’Imperatore. Con un nuovo passaggio di consegne, condito da malumori e polemiche. Stando all’esito della gara per l’affidamento dei servizi museali (Castello e Cassero) indetta dal Comune nel dicembre scorso, dal 1 aprile sarà la cooperativa “Chora” ad avere le chiavi del Castello e del Cassero, in qualità di aggiudicataria della gara stessa per un periodo di 12 mesi. Base d’asta di 80mila euro, prima in graduatoria si piazza la coop pratese “Chora” (si occupa della biglietteria al Museo del Tessuto) con un’offerta di 53.235 euro. Ma la Copat di Torino, seconda classificata e sotto contratto fino al 31 marzo avendo vinto nel 2010 un appalto triennale, non ci sta. E invia una lettera al vetriolo al Comune, datata 8 marzo, in cui si parla di «offerta anomala e non rispettosa dei contratti collettivi», chiedendo «l’esclusione della società vincitrice in graduatoria». Un copione che riporta alla memoria un’altra protesta, quando tre anni fa la coop “Macchine Celibi” si rivalse con un ricorso al Tar contro l’amministrazione per un ribasso di gara (vinta poi dalla Copat) ritenuto eccessivo. S’invertono i ruoli ma in gioco c’è sempre il destino di lavoratori (tutti a tempo indeterminato), nella fattispecie cinque inquadrati con il secondo livello operaio, che in base alla legge sugli appalti pubblici devono essere riassorbiti dal soggetto subentrante (com’era accaduto già durante la transizione da “Macchine Celibi” a “Copat”). Ora Copat contesta all’amministrazione una non adeguata copertura dei costi di personale. «Non si comprende come sia possibile che la ditta prima in graduatoria abbia potuto offrire un prezzo complessivo di 53.235 euro che, suddiviso per le 3.700 ore totali di servizio, genera un prezzo orario di 14,39 euro, ampiamente al di sotto del costo orario previsto dalla tabella ministeriale per la Regione Toscana».

Nel pacchetto di servizi museali contemplati dalla procedura di gara sono inseriti sia il Castello che il Cassero, ora chiuso. «Riaprirà per ospitare mostre fotografiche in programma da maggio in poi, una legata al fondo Coppi dell’Archivio fotografico toscano – assicura l’assessore alla Cultura Anna Beltrame -. Purtroppo Il Cassero riceve pochissime visite e tenere due lavoratori in una struttura vuota è un costo che ricade sul Comune».

Rispetto all’appalto vinto da “Chora”, l’assessore spiega il perché della durata fino al 2014: «L’idea, con l’apertura imminente del Museo Civico, è di formulare una gara unica per la gestione dei musei cittadini». Sulle rivendicazioni avanzate da Copat, la dirigente Rosanna Tocco spazza via ogni dubbio sui criteri della gara: «La copertura sui costi del personale c’è tutta». Garantita la riassunzione di due lavoratori con contratto a tempo determinato mentre per gli altri tre potrebbe profilarsi un contratto a chiamata. La Filcams-Cgil però promette battaglia: «I contratti a tempo indeterminato devono rimanere tali – incalza il segretario Alberto Santini -: il prossimo 26 marzo avremo un incontro con “Chora”».

Maria Lardara

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