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Prato

«Si favorisce la rendita senza sviluppo»

 «Si favorisce la rendita senza sviluppo»

No del Pd al Piano. Carlesi: «Su Pratilia poca trasparenza, la cordata pratese non sapeva dell’albergo»

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PRATO. Del nuovo Piano Strutturale, secondo il gruppo Pd in consiglio, c’è poco da salvare. A partire da qui 150 ettari, il 2,5 del totale delle aree vergini, di nuovo consumo di territorio («che non si lascerà alle generazioni future» dice Massimo Carlesi, presidente pd) al dimensionamento del Piano che prevede in 25 anni 47mila nuovi abitanti («ment4re la città - ribadisce Carlesi - è già satura oggi»). «Quello che però ci preoccupa molto - sottolinea -è come si usa il nuovo territorio» e giù numeri: 25 ettari di residenziale, 32 di nuovo produttivo, 2 di turistico-alberghiero, 3 e mezzo di direzionale, uno di commerciale. Quantità - secondo il Pd - “vuote” «perchè non si legano a un vero progetto di sviluppo della città». «Un esempio - dice Carlesi - perchè ipotizzare qualcosa come 6800 nuovi posti letto in alberghi in città, se nel piano non si incentiva lo sviluppo del turismo nè congressuale, nè del benessere, nè quello delle città d’arte?» Stessa assenza sul fronte industriale, secondo i democratici: «Semmai si incentiva la rendita vista che si privilegiamo edifici di media-piccola taglia con l’obiettivo, evidentemente, di perpetuare l’attività di affitto ai confezionisti cinesi». In più: «Non esistono in nessuna parte del Piano - continua Carelsi - incentivi al riuso delle fabbriche dismesse. Finirà che nei prossimi anni ci troveremo con un numero impressionante di fabbriche che cadono a pezzi».

Bocciatura anche sul fronte dei «nodi irrisolti». «Non c’è un’idea sull’utilizzo dell’area del vecchio ospedale che per il pd dovrebbe trasformarsi in un nuovo ingresso al centro storico ma riqualificando tutto il sistema, da piazza dei Macelli a piazzale Ebensee fino alla parte antica». Da bocciare le previsioni sul Macrolotto zero: «Le trasformazioni sono affidate alla buona volontà dei privati senza una regia rigida della mano pubblica. Non credo proprio che quanti riscuotono affitti dai cinesi donino il loro bene al Comune in cambio di terreno perequato». Una postilla è su Pratilia: «Gravissimo che ora si vada in variante per realizzare nella torre un albergo - conclude Carlesi - quando, fino a qualche mese, ci era stato escluso con determinazione. Ancora più grave non aver comunicato prima della gara questa intenzione: la cordata di imprenditori pratesi non ha partecipato perchè il concambio era la proprietà di una torre direzionale di 30 piani. L’albergo forse sarebbe stato di maggior appeal». (c.o.)

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