Sicurezza
Ok al Piano strutturale Cenni: «Ottimo lavoro»
La carta della pianificazione è stata approvata dal consiglio comunale con 24 voti a favore e 12 contrari al termine una seduta fiume
PRATO. La città ha il nuovo piano strutturale. «Bello o brutto che possa essere giudicato - è il pareredell’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni - è uno strumento leggero, flessibile che riduce al massimo la burocrazia e che può far cogliere ai cittadini delle occasioni». La “carta “della pianificazione che governerà la trasformazione del territorio da qui a 25 anni, è stata approvata a maggioranza (12 no 24 sì) al termine di una seduta fiume del consiglio comunale con i voti favorevoli di Pdl, Indipendenti per Prato, Lega Toscana, gruppo misto e 12 contrari Pd (con 5 assenti tra i quali Fli). «Si tratta- secondo il sindaco Roberto Cenni che non nasconde la soddisfazione per aver raggiunto uno degli obiettivi di legislatura - di un’ottimo piano che consente un uso molto moderato di nuovo territorio, che punta al riuso delle strutture dismesse e che tutela l’ambiente». «Inoltre - prosegue Cenni - con la revisione delle osservazioni siamo riusciti anche a restituire alle aree esclusivamente agricole 40 ettari di territorio nella parte che lambisce il Macrolotto prima messi in trasformazione». E’ stato invece il presidente della commissione Urbanistica Emanuele Berselli a sottolineare come «il percorso lungo che ha portato all’approvazione del Piano è stato condotto nel massimo della trasparenza e nel massimo del rigore anche sul fronte del giudizio sulle osservazioni (270 presentate, il 55% non accoglibili, il 18 parzialmente accoglibili, l’11 accolte e il 16% non pertinenti ndr). In sintesi - conclude - non siamo certo andati per simpatie». «Un piano da approvare senza tentennamenti e che fornisce strumenti e garanzie per il territorio» secondo il capogruppo Pdl Roberto Bandi.E’ spettato però all’assessore all’Urbanistica rispondere tono su tono alle accuse dell’opposizione.«Parlare di un piano - dice - che favorisce la rendita è assolutamente fuori luogo e per un semplice motivo: è uno strumento che non assegna diritti edificatori per sua natura . E’ quindi fare il processo alle intenzione. Altro discorso - aggiunge - è se si confonde lo strumento che solo può garantire qualche margine di manovra, mi riferisco alla perequazione, con la rendita». Netto anche sulle accuse di eccessivo consumo di territorio: «Dal Duemila al 2006 - spiega - si è usato lo 0,82% di aree vergini ogni anno per un totale di circa il 6%. Noi abbiamo messo l’asticella sul 2 e mezzo per cento in 25 anni. Si tratta di 140 ettari dei quali però il 40% deve rientrare nel possesso pubblico per verde e standard. Questo significa che in 25 anni gli ettari effettivamente trasformabili - conclude - saranno 84 pari all’uno e mezzo per cento nel territorio extraurbano e lo 0,86% in quello urbano».
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DEL PIANO STRUTTURALE
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