Il Tirreno

Prato

La guardia medica ormai ha i mesi contati

di Maria Lardara
La guardia medica ormai ha i mesi contati

L’assessore alla Salute Mondanelli preoccupato per il futuro di alcuni servizi: dalle cure intermedie alla riorganizzazione del 118 su area vasta

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PRATO. C’era una volta la guardia medica, quella che ti curava una febbre improvvisa nel fine settimana. C’era perché sulla carta, nel giro di quattro mesi questa figura dovrebbe sparire: provare a cercarla dopo la mezzanotte sarà inutile. E per un’emergenza nel cuore della notte? Toccherà sempre chiamare il 118. «La guardia medica – fa sapere l’assessore comunale Dante Mondanelli - sarà riassorbita dalle aggregazioni funzionali territoriali (Aft, ndr) che, singolarmente, dovrebbero servire 30mila persone: gruppi di medici di famiglia e medici di guardia dovrebbero coprire tutta la giornata secondo la “continuità assistenziale” dalle 8 alle 24. Ma non si sa ancora come queste aggregazioni verranno distribuite». L’addio al medico di guardia notturno è previsto da una delibera di indirizzo della Regione che riorganizza i servizi socio-sanitari, recependo il decreto sulla “spending review”. E che gli “Stati generali su sanità e sociale”, l’iniziativa in programma per questa mattina (9-13) in palazzo comunale, intende passare a raggi X per capire le ricadute su Prato: lo smantellamento della guardia medica dalla mezzanotte alle 8 è una delle questioni sul tavolo al quale parteciperanno anche il direttore dell'Asl 4 Bruno Cravedi e un funzionario delegato dall’assessore regionale Luigi Marroni (l’incontro è aperto alla cittadinanza). «Abbiamo un solo presidio ospedaliero e un bacino d’utenza di 250mila abitanti censiti, oltre a 8.350 Stp (stranieri temporaneamente presenti) che insistono sui nostri servizi - fa presente Mondanelli -: stando alla delibera, rispetto ai 750 posti letto calcolati nel nuovo ospedale avremo almeno 100 unità in meno». L’assessore ha in mente la peculiarità della realtà pratese, anagraficamente giovane per un verso (3mila parti all’anno, record in Toscana) e "vecchia" per un altro. A Prato gli ultraottantenni che toccano quota 18mila, più che nel resto della regione. In vista del nosocomio di Galciana, preoccupa il ritardo del territorio rispetto alle cure intermedie, ovvero posti di ricovero alternativi all’ospedale. Intanto, restano un punto interrogativo le "Case della Salute" dove dovrebbero essere sviluppate le cure intermedie: presidi funzionanti dalle 8 alle 24 con medici di medicina generale e specialisti chiamati a effettuare alcuni esami. Altro capitolo quello della riorganizzazione della centrale 118: Mondanelli torna a mettere sul piatto la candidatura di Prato a sede della centrale di area vasta. Un altro Sos riguarda la prevenzione di malattie come la tubercolosi che sulla nostra provincia vede un’incidenza tre volte superiore alla media regionale, a fronte di un’oggettiva difficoltà del dipartimento di prevenzione (solo due assistenti sanitari).

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