Il Tirreno

Prato

Gruppo Lenzi dipendenti divisi sul voto in assemblea

Incontro pieno di rabbia e di timori per il futuro Metà lavoratori sono contrari al progetto di affitto

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PRATO. Si sono trovati nel magazzino della Lenzi Egisto tra pancali e pezzi che per anni hanno accompagnato le loro giornate. Oltre 80 lavoratori accomunati dal rischio di trovarsi nel giro di pochissimi giorni senza un lavoro o comunque non più dipendenti di un gruppo che non aveva mai avuto un problema, mai un’ora di cassa integrazione.

Due ore di assemblea piena di rabbia, di scoramento, di disillusione dove alla fine ognuno doveva fare i conti con la propria coscienza e alzare la mano. Per il sì se riteneva si dovesse dare credito al progetto di affitto di azienda per due anni e dare la possibilità a trenta tra loro (di cui ancora nessuno conosce i nomi) di provare a mantenersi un posto di lavoro rischiando però in caso di fallimento del progetto di ritrovarsi senza i diritti in materia di ammortizzatori sociali dei colleghi in quanto dipendenti di aziende, le newco, con meno di 15 dipendenti.

Per il no se invece si era convinti che qualcosa sarebbe andato storto e nella consapevolezza che rimanendo tra gli esuberi all’orizzonte non c’è nessuna possibilità di riscuotere gli stipendi arretrati fuori dalla procedura concordataria e nemmeno quella di poter contare subito sulla cassa integrazione che ancora non è stata autorizzata. E soprattutto la consapevolezza di trovarsi disoccupato in pochi giorni senza aver mai pensato prima che quell’azienda, apparentemente così solida, avesse potuto sciogliersi come una statua di ghiaccio.

Tutto questo è passato nell testa dei lavoratori, in piedi, in mezzo alle pezze con davanti i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che dovevano raccogliere il parere dei dipendenti e poi portarlo ai titolari del Gruppo. Senza il parere positivo dei sindacati, e quindi dei lavoratori, il progetto non può andare avanti. Ogni dipendente dovrà infatti firmare una rinuncia al passaggio in massa dalla bad company alle newcompany .

Quando è stato il momento di alzare le mani l’assemblea si è divisa. Più o meno lo stesso numero di sì e di no. Più facile la situazione alla Lenzi Tecnologie dove solo due dei dipendenti erano per il no mentre gli altre erano compatti nel provare a vedere cosa accadrà. Più difficile la situzione nelle altre due aziende dove invece i voti erano più o meno a metà.

E ora cosa accadrà?

Per il momento la situazione è in stan by. E’ probabile che l’azienda chiami i sindacati in settimana per confrontarsi con l’obiettivo di provare a cambiare la situazione creatasi in assemblea.

Alcuni erano pronti a dare il loro appoggio in cambio degli stipendi arretrati. C’è da aspettare e capire cosa di nuovo ci sarà sul tavolo. Yuri Meneghetti della Cgil è sicuro di non voler provare a convincere nessuno. «Ognuno deve valutare in base a quello che ritiene più giusto perché in gioco c’è il loro futuro. Prendo atto che l’assemblea si è divisa a metà e quindi aspetto di capire cosa succede ed eventualmente riprendere le trattative. Vorrei che ci fosse qualche garanzia in più. Del resto non si può non pensare che in tantissimi saranno senza un euro per mesi».

Ilenia Reali

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