Il Tirreno

Prato

Con Lipchitz finalmente riapre Palazzo Pretorio

di Riccardo Tempestini
Con Lipchitz finalmente riapre Palazzo Pretorio

Ieri l’anteprima dell’esposizione al primo piano. Beltrame: «Prato ripartirà dalla cultura». Gori: «La donazione grazie all’affetto della vedova del maestro»

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PRATO. Ieri mattina al primo piano di Palazzo Pretorio, chiuso dal 1998 e finalmente restituito alla città, mancava il sindaco Roberto Cenni, ma alla preview per la stampa della mostra «L’Arte di gesso», c’erano altre due eccellenze culturali pratesi: il collezionista Giuliano Gori e Marco Ciatti sovrintendente dell’Opificio delle pietre dure di Firenze. Grazie al primo infatti la nostra città ha acquisito, gratis, un patrimonio artistico di grande valore non solo culturale, mentre il secondo ha reso possibile il restauro non certo semplice dei 21 gessi di Jacques Lipchitz, donati insieme a 43 disegni dalla fondazione dell’artista lituano. A presentare la mostra in mezzo ai gessi anche il curatore della mostra Kosme De Baranano e soprattutto l’assessore alla cultura Anna Beltrame, che ha fatto gli onori di casa in un Palazzo Pretorio che da domani verrà riaperto alla città almeno per il primo piano, in attesa della apertura completa prevista per la mostra su Lippi a settembre prossimo. «E' una grande emozione rivedere di nuovo la bellezza dell'arte in Palazzo Pretorio, dopo tanti anni di chiusura. La mostra è un omaggio alla donazione Lipchitz a Prato, uno straordinario nucleo di 21 sculture in gesso e 43 disegni: è una collezione unica in Italia, che consente di scoprire e apprezzare il genio di un protagonista del Novecento. Prato ha la possibilità di ripartire grazie alla cultura, è sulla cultura che è necessario investire, per valorizzare e far conoscere la vera ricchezza  della città», così l’assessore Beltrame, mentre Giuliano Gori ha poi ricordato come sono arrivati i gessi a Prato. «Tutto ebbe inizio nel 1974 durante l’inaugurazione della scultura di Henry Moore, che venne insieme alla vedova di Lipchitz, rimase affascinata dall’accoglienza calorosa della nostra città. E fu in seguito a quella giornata di festa che la vedova Lipchitz accennò alla possibilità di donare a Prato un congruo numero di opere, facenti parte della gipsoteca del maestro. Ricordo come, sempre nella stessa occasione, ella affermasse la convinzione che una città di provincia molte volte possa essere ben più idonea a custodire un lascito di opere monografiche moderne di una grande città, normalmente troppo impegnata a gestire tante opere e istituzioni culturali- continua il collezionista mecenate- Non ho mai dimenticato queste parole, tanto che con il tempo il ricordo si era trasformato in rammarico per l’occasione mancata». Ora grazie ai rapporti di Giuliano Gori e la Fondazione c’è stata la donazione e da domani alle 18 tutti pratesi potranno ammirarla insieme al Palazzo Pretorio restaurato. La mostra è aperta fino al 26 maggio, tutti i giorni, eccetto il martedì dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30. Ingresso libero.

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