Attenzione
Bici antifurto con il microchip
Il progetto del vicesindaco Borchi: «Presto il registro delle proprietà»
PRATO. Ottomilaseicento bici rubate in un anno in tutta la provincia. Davvero troppe e almeno su Prato il Comune corre ai ripari. Come? Rendendo identificabili le biciclette dei privati attraverso una sorta di microchip. «Abbiamo dato incarico - spiega il vicesindaco con delega all’Ambiente Goffredo Borchi - di studiare un sistema di punzonatura delle biciclette che consiste nell’attribuire un codice numerico al messo da apporre su un tassello di una materia speciale molto difficile da raschiare». Certamente abradendo il metallo il codice potrebbe scomparire «ma resterebbe comunque ben evidente - continua Borchi - la cancellatura». Non basta, il numero di codice della bici finirebbe in un registro comunale sul quale comparirebbe anche il nominativo del proprietario. «Un mezzo - aggiunge il vicesindaco - per rendere anche più semplice l’attribuzione della proprietà oggi molto difficile».
Per favorire l’uso «di un mezzo ecologico e poco costoso» il Comune sta anche trattando, con una società di Bologna, la possibilità di estendere l’utilizzo delle bici pubbliche non solo a Prato ma anche in altre città. «Un progetto che riguarda Roma e Torino e nel quale - spiega Borchi - vogliamo inserirci. La stessa chiavetta che l’utente riceve quando prende a noleggio la bici pubblica, mettiamo a Prato, potrà usarla su un altro mezzo dopo il trasferimento». Infine l’Ambiente sta predisponendo un bando per affidare all’esterno la manutenzione delle bici pubbliche che spesso subiscono danneggiamenti. Un servizio gratis in cambio di pubblicità. (c.o.)
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