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Prato

Nel salone di bellezza poltrone in affitto

Nel salone di bellezza poltrone in affitto

L’ultima parola sul progetto verrà dall’assemblea nazionale di categoria che si svolgerà a Roma il prossimo 6 maggio

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PRATO. In teoria la poltrona si potrebbe già affittare, in pratica estetiste e parrucchiere devono ancora fare i conti con una serie di cavilli burocratici che stanno rallentando l’effettiva operatività del progetto.

L’opportunità è ghiotta e consiste nella possibilità data ai saloni di bellezza (parrucchiere ed estetiste) di affittare una poltrona o cabina estetica, ovvero di dare in locazione una parte del negozio ad altri acconciatori, che non vi lavorano come dipendenti bensì come liberi professionisti, secondo quanto previsto dalla normativa che regola il contratto appositamente studiato per la categoria. Affinché questo scenario diventi praticabile occorrerà fare chiarezza su alcuni punti fondamentali che rappresentano ancora delle criticità, per esempio: come l’impresa titolare del salone dovrà rapportarsi con l’ente previdenziale, nella fattispecie l’Inps? E in che modo ai fini dell’applicabilità degli studi di settore sarà considerata la porzione di azienda in affitto?

A queste e ad altre domande si cercherà di dare risposta il prossimo 6 maggio in occasione di un’assemblea nazionale di categoria, cui parteciperà anche Barbara Catani, presidente della federazione Benessere di Confartigianato Imprese Prato.

«“Una volta che saranno sciolti alcuni dubbi che la normativa non ha ancora chiarito, tutta la categoria potrà beneficiare di questa modalità contrattuale, che da una parte – spiega la presidente di categoria - consente di dare in gestione una parte di azienda; dall’altra, servirà a combattere il lavoro in nero favorendo l’emersione di chi esercita l’attività in casa senza un’impresa alle spalle o perché è rimasto disoccupato o dopo un’esperienza andata male. Al contempo si tratta di un progetto utile per i più giovani, in quanto offre loro la possibilità di farsi una clientela senza dover investire in un negozio fin da subito, oltre che di migliorare la propria qualità prendendo spunto dalle tecniche degli acconciatori più esperti che operano all’interno del salone. In ogni caso è un progetto che porta movimento in negozio e perciò positivo».

L’iniziativa, tuttavia, prevede una serie di regole dalle quali non si può prescindere. Fra le due parti coinvolte viene siglato un accordo che prevede il versamento al titolare del negozio di una quota d’affitto per i costi dell’attività. Inoltre, “l’inquilino” deve lavorare come libero professionista e perciò dotarsi di Partita Iva, oltre che avere clienti propri e una contabilità separata da quella del gestore d’impresa. Con la firma dell’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle imprese artigiane dei settori dell’acconciatura ed estetica le parti si sono impegnate a trattare questa novità.

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