Il Tirreno

Prato

A cedere stavolta è stato il reticolo di fossi e torrentelli

A cedere stavolta è stato il reticolo di fossi e torrentelli

Decisiva l’apertura di diverse casse di espansione A Ponte dei Baldi alluvione sfiorata per 30 centimetri

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PRATO. Più che l’Ombrone e il Bisenzio, a fare danni sono stati torrentelli e fossi che non potevano sfociare nei corsi d’acqua. La chiusura delle portelle di scarico, spiegano al Consorzio di bonifica, ha infatti comportato il brusco aumento anche dei livelli del reticolo minore con tracimazioni diffuse dei fossi in tutta la piana. Sono infatti straripati il fosso Colecchio a Seano, i fossi Quadrelli, Ombroncello e Acqualunga nel Pistoiese, il Ficarello a Ponte alle Vanne. Sifonamenti e fontanazzi dalle arginature si sono verificate in maniera diffusa.

Decisivo è stato l’apporto delle casse di espansione: sono state aperte quelle del Castelnuovo e della Filimortula a Prato, della Funadola e delloStregale, del Medancione e dell'Agnaccino a Montemurlo. Inoltre, il Consorzio ha provveduto, su ordine della Provincia, ad aprire le seguenti casse di Ponte alle Vanne e del Lavacchione.

Il tutto è servito a minimizzare i danni e nella serata di ieri è stato completato lo svuotamento delle casse sull’Ombrone e sul Bisenzio di Case Carlesi e di Ponte alle Vanne che da sole hanno una capacità di assorbimento di poco inferiore ai 2 milioni di metri cubi.

La provincia di Prato, insomma, se l’è vista davvero e brutta. Un solo dato serve a dare la misura del rischio corso: l’Ombrone a Ponte dei Baldi ha raggiunto i 6,20 metri, appena 30 centimetri al di sotto del livello dell’argine.

C.B.

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