Il Tirreno

Prato

Ruba a casa dei genitori e poi denuncia il furto

Vernio: il figlio scoperto dai carabinieri grazie ai registri del “compro oro” Aveva inscenato una finta intrusione dei ladri per rivendere i gioielli a Prato

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VERNIO. Poteva essere archiviato come uno dei tanti furti in abitazione, ma i carabinieri della stazione di Vernio hanno voluto vederci chiaro e alla fine hanno scoperto che era tutta un’altra storia. E’ stato il figlio, e non i soliti ignoti, a derubare una coppia di anziani coniugi residenti a Vernio. E così l’uomo, 43 anni, è stato denunciato per furto e simulazione di reato insieme alla sua compagna romena di 28 anni.

A imprimere la clamorosa svolta nelle indagini è stato l’acume investigativo dei militari che la settimana scorsa hanno compiuto un sopralluogo nell’abitazione degli anziani. Poche ore prima il figlio, che occupa il primo piano del terratetto (mentre i genitori abitatano al secondo) si era presentato in caserma per denunciare il furto. Dopo una breve assenza, aveva detto, i genitori rientrando avevano trovato la porta d’ingresso forzata e dall’appartamento erano spariti oro e gioielli per quasi mille euro.

C’era qualcosa che non tornava, però. I segni di effrazione sulla porta, all’occhio allenato dei carabinieri, sono apparsi subito insufficienti. Sembrava più che altro un tentativo di depistare. Secondo i carabinieri i ladri avevano aperto con le chiavi. E naturalmente i sospetti si sono appuntati sul figlio e sulla sua giovane compagna romena.

All’ipotesi investigativa bisognava aggiungere elementi concreti, e non era facile. Ma un controllo nei registri di alcuni “compro oro” di Prato ha fatto saltare fuori la prova. Nei registri di uno degli esercizi controllati, infatti, è saltato fuori il nome del figlio dei derubati. Pochi giorni prima, forse il giorno stesso del furto, l’uomo aveva venduto gioielli per un valore di 730 euro.

I carabinieri hanno mostrato i gioielli alla coppia di pensionati e questi li hanno subito riconosciuti come propri.

A questo punto il figlio è stato messo di fronte alle proprie responsabilità e ha dovuto ammettere che era stato lui a sottrarre i gioielli dopo aver aperto la porta d’ingresso con la sua chiave.

All’origine del goffo tentativo di dare la colpa ai ladri del furto che lui stesso aveva commesso potrebbe esserci la precaria situazione economica dell’uomo e della sua compagna. Sembra infatti che i due avessero aperto un negozio, ma l’attività non è mai decollata e sono stati costretta a chiuderla. Si sono dunque trovati in gravi difficoltà economiche e probabilmente hanno pensato di prendere una boccata d’ossigeno andando a rubare a casa dei genitori, pensando che nessuno avrebbe mai controllato i registri del “compro oro”, ma non avevano fatto i conti coi carabinieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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