Il dolore
«Prato scelga un altro terreno»
Il sindaco Lorenzini e alcuni imprenditori ribadiscono la contrarietà al trasferimento della Varvarito
MONTEMURLO. Tutti uniti contro il Comune di Prato. Il sindaco di Montemurlo Lorenzini e il comitato degli industriali montemurlesi, insieme al presidente della circoscrizione Ovest Giovanni Mosca e il comitato dei cittadini di Viaccia, hanno lanciato ieri mattina l'ennesimo "ripensateci" al trasferimento della Varvarito nel terreno lungo via delle Lame. Categorico Lorenzini: «Non sono disponibile a barattare qualche soldo per la salute dei cittadini - ha esordito - il mio compito è salvaguardare il territorio e la capacità produttiva delle nostre aziende, eccellenze del made in Italy».
Per poi consigliare al Comune di Prato la strada da seguire: «Non abbiamo nulla contro l’azienda e anzi ci sta a cuore il futuro occupazionale dei cento dipendenti. Il Comune di Prato si deve impegnare per trovare una soluzione, ma non può farlo scaricando il problema al confine con un altro Comune. L’azienda - continua - ha un terreno di sua proprietà nella zona di San Giorgio, dove vorrebbe trasferire la produzione: perché il Comune di Prato non lo permette»? Si appella alla trasparenza invece Andrea Brigatti di Compagnia Tessile, portavoce degli industriali della zona. «Abbiamo sistemi di abbattimento delle polveri per permettere alle nostre aziende d’essere più performanti. Cosa succederà se la Varvarito trasferirà qui la sua produzione? Se le polveri si mescoleranno all’acqua avremo ripercussioni sulle produzioni e altissimi costi di manutenzione dei sistemi di filtraggio. Come imprenditori vorremmo chiarezza». Tra i più contrariati c'è sicuramente il presidente della circoscrizione Ovest Giovanni Mosca: «Abbiamo appreso di questa decisione dai giornali - ha cominciato - il sindaco Cenni ci dovrebbe dare delle spiegazioni e delle risposte. Da parte nostra metteremo in campo tutte le azioni possibili a contrasto di questa scelta, che nuoce gravemente alla salute degli oltre 40 mila abitanti della Circoscrizione Ovest». Una circoscrizione dove, tra l'altro, ricorda il presidente del comitato dei cittadini di Viaccia Riccardo Settesoldi «dovrebbero sorgere altri trecento nuovi appartamenti nell’area dell’ex-fabbrica Rosalinda, proprio al confine con l’area della Varvarito». Ma sono soprattutto i dettagli e il silenzio del Comune di Prato a far indignare il Comune di Montemurlo. «L’unico con il quale sono riuscito a parlare del Comune di Prato è l’ingegner Frasconi - spiega Lorenzini - dagli amministratori silenzio assoluto, eppure il sindaco e i suoi assessori sono industriali e sanno le ripercussioni negative che questa lavorazione potrebbe avere sulle aziende tessili. Si parla di recintare l’area con paratie alte dai 4 ai 10 metri: ritengo sia una cosa mostruosa. Non si possono scaricare i problemi addosso agli altri. Così significa declassare un’area industriale importantissima come quella di Montemurlo». L'ultimo affondo Lorenzini lo indirizza alla Provincia. «Capisco che c’è un problema occupazionale, ma su una questione così delicata come questa avrei voluto essere consultato. La salute dei cittadini e la capacità produttiva del territorio deve essere salvaguardata». Lorenzini nei prossimi giorni incontrerà il prefetto e Andrea Cavicchi, presidente degli industriali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
