Attenzione
NON SI PUÒ CONVIVERE CON LA PAURA
DI CARLO BARTOLI La bomba d’acqua, diciamocelo chiaramente, non c’è stata. Per spiegare la giornata di paura che ha vissuto tutta la provincia non c’è da scomodare parole come «tropicalizzazione...
DI CARLO BARTOLI
La bomba d’acqua, diciamocelo chiaramente, non c’è stata. Per spiegare la giornata di paura che ha vissuto tutta la provincia non c’è da scomodare parole come «tropicalizzazione del clima», oppure «bomba d’acqua».
La realtà è che in queste settimane è piovuto tanto, certamente molto più delle medie stagionali. Poi è arrivato una folata di aria più calda che ha fatto sciogliere un po’ della neve accumulata. Tutto vero. Ma bisogna dire anche una semplice verità: abbiamo dovuto affrontare un evento non straordinario, da segnare nell’annuario delle statistiche meteo.
E allora cos’è successo? Perché la viabilità si è paralizzata, sono state sfollate scuole e case di cura, fatte spostare in fretta e furia macchine, allestiti locali per accogliere sfollati?
E’ successo che gli effetti della spending review decennale in materia di assetto del territorio presenta sempre più spesso il conto. Questa volta è finita bene, ma domani?
E’ possibile vivere con l’incubo costante dell’acqua, con due emergenze nell’arco di tre mesi?
Il commissario del Consorzio Ombrone-Bisenzio ci ricorda che in quindici anni si sarebbero dovute costruire casse d’espansione per 15 milioni di metri cubi e invece ne abbiamo per 4,5 milioni e che gli argini avrebbero bisogno di una robusta revisione. I sifoni che si aprono qua e là sono un sinistro segnale da non sottovalutare.
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