Trasporti
Il Consorzio: «Argini troppo vecchi»
Bargellini lamenta le falle nel piano di bacino: realizzate solo un terzo delle casse d’espansione
PRATO. «L’unico corso d’acqua a non preoccupare è il torrente Stella, quello che tutte le volte esonda». A fine mattinata, in attesa dell’ondata di piena dell’Ombrone, la voce di Paolo Bargellini, commissario del Consorzio Ombrone-Bisenzio, è tesa. «Tutti i torrenti sono sopra il livello di guardia», aggiunge. E dal tono si capisce che il pericolo di esondazioni è diffuso in tutto il bacino.
«Abbiamo acceso le idrovore a Castelletti, ma poi - aggiunge - il livello dell’acqua si è così alzato da rendere impossibile l’opera di pompaggio». Più tardi, spente le pompe che succhiano 9mila litri d’acqua al secondo, si apriranno le casse d’espansione, un serbatoio da 500mila metri cubi d’acqua. L’ultima carta da giocare.
«Da qualche anno a questa parte, con l’aumento dell’intensità delle piogge - spiega - ci troviamo sempre più spesso in situazioni del genere. La realtà è che il sistema non è in grado di reggere. E’ come cercare di versare tre litri in una bottiglia da due litri».
La soluzione, sulla carta, è semplice: completare i piani per la messa in sicurezza dell’intero bacino. In realtà,si tratta di un’utopia.
«Il piano quindicennale prevedeva la realizzazione di casse di espansione nel bacino per un totale di 15mila metri cubi. Ad oggi, a un anno dalla conclusione di quel piano, ne sono state costruite per un totale di 4,5 milioni di metri cubi». Un falla enorme nel piano di messa in sicurezza. Ma com’è possibile ovviare? Paolo Bargellini la mette sull’ironia: «La cosa migliore - dice - è appellarsi a Papa Francesco».
A sentire il commissario del Consorzio di bonfica, dell’intercessione del Santo Padre c’è davvero bisogno.
«Secondo gli ingegneri idraulici - afferma - la vita media di un argine è di circa cinquant’anni, ma nella nostra zona il 70% delle opere di arginatura risale ad oltre un secolo fa».
Una considerazione inquietante, se si considera la forza che scarica sulle spallette un’ondata di piena come quella che si è abbattuta ieri sugli argini dell’Ombrone e del Bisenzio che hanno dovuto sopportare un passaggio d’acqua straordinario, con portate che hanno sfiorato, rispettivamente a Poggio a Caiano e Prato, i 240 metri cubi d’acqua al secondo.
Carlo Bartoli
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