Il Tirreno

Prato

E Poggio ripensa al disastro del ’92 Oggi scuole aperte

di Eleonora Barbieri
E Poggio ripensa al disastro del ’92 Oggi scuole aperte

L’invito dagli altoparlanti: spostatevi ai piani alti Auto parcheggiate in collina, via la merce cara dai negozi

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POGGIO A CAIANO. Il colpo di coda dell'inverno ha regalato ai poggesi una delle giornate peggiori di questi ultimi anni. Ombrone in piena, scuole chiuse precipitosamente insieme a tutti i ponti sul torrente e l'invito via altoparlante di spostarsi ai piani alti di casa e di non sostare nei seminterrati, hanno creato il panico nella popolazione che per tutta la giornata si è recata in processione sugli argini e sui ponti per controllare di persona il livello del fiume. L'allarme è scattato poco dopo le 9 quando l'Ombrone ha sfiorato i sei metri al l'idrometro del Ponte all'Asse. Unico fatto positivo: l'Arno riceve. La pioggia non cessa e cresce la preoccupazione delle istituzioni poggesi e pratesi riunite nella sala operativa della protezione civile di Prato. Alle 11 viene deciso di rimandare a casa gli alunni della scuole di Poggio a Caiano, infanzia, medie ed elementari. Poco dopo, a mezzogiorno l'idrometro segna 5.90. Il fiume tocca le spallette. Viene ordinata la chiusura del Ponte all'Asse e poco dopo del Ponte al Mulino. La pioggia prosegue incessante, il livello dell'Ombrone e del reticolo minore aumentano ancora e da Pistoia non arrivano buone notizie. Chiude quindi anche il Ponte Attigliano tra Poggetto e Tavola. Lunghe file si formano sulla regionale 66 per raggiungere il ponte della Tangenziale a Seano, l'unico aperto. Le previsioni meteo non sono confortanti. La Prefettura, che coordina la sala operativa della Protezione civile, invita tutti i cittadini a raggiungere i piani alti di casa e dà il via libera all'apertura delle casse di espansione al Ponte alle Vanne e a Case Carlesi che tanti poggesi ammassati sui ponti invocano già da un 'ora. Il fiume scende così di dieci centimetri ammortizzando gli effetti dell'andata di piena che alle 15.30 porta l'idrometro del Ponte all'Asse a segnare un livello di 6.32. L'apertura a Ponte alle Vanne permette anche di allentare la pressione sul reticolo minore. Le vasche della Furba a Poggetto si riempiono naturalmente evitando così tracimazioni a danno della popolazione, che ora è riversata interamente sui ponti. C'è chi mette al sicuro gli oggetti di valore, chi parcheggia la macchina in collina e chi svuota i negozi dalla merce più costosa. Il ricordo della terribile alluvione del 1992 è ancora vivo. Alle 15.30 esce il sole, un elicottero della polizia sorvola tutto il percorso dell’Ombrone. Le previsioni meteo segnano una tregua e gli effetti positivi non tardano ad arrivare. Il livello del fiume scende e intorno alle 18.30 va sotto i sei metri. Vengono riaperti il Ponte all'Asse e il Ponte Attigliano. Quello al Mulino deve essere ripulito dai detriti che si ammassano alle spallette e verrà riaperto solo alle 19.30. L'emergenza e' passata. Il sindaco Marco Martini, che ha passato l'intera giornata nella sala operativa di Prato, comunica che oggi le scuole saranno aperte mentre l'Ombrone verrà monitorato per tutta la notte. A preoccupare sono sopratutto le condizioni degli argini che sebbene abbiano temuto, sono fortemente provati dalla piena del fiume. Secondo qualche poggese esperto di Ombrone c'è stata troppo fretta nel chiudere i ponti, sopratutto quello del Ponte all'Asse «capace di reggere qualsiasi terremoto - spiega Romano Martini - la vera priorità è terminare i lavori verso la voce del fiume. Inutile fare opere faraoniche come la vasca d'espansione al Ponte Attigliano che ancora non è stata completata per mancanza di fondi».

Per il sindaco Martini «il sistema ha dimostrato di reggere. La popolazione e'stata costantemente informata e i ponti sono stati chiusi per sicurezza perché il fiume toccava le spallette».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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