Il dolore
I lupi in Valbisenzio Cecconi: «Non c’è nulla da temere»
L’esperto del Csdl: «Nella riserva dell’Acquerino convivono due branchi formati da 5-6 esemplari»
PRATO. Riuscire ad incontrarne qualcuno durante una passeggiata non è facile (se non impossibile) i lupi però sono una presenza consolidata come dimostrano gli avvistamenti effettuati dalle telecamere a infrarossi installate nella riserva naturale Acquerino Cantagallo dagli esperti del Centro per lo studio e la documentazione sul lupo (Csdl). Che l’animale ai vertici della catena alimentare, in quanto predatore, viva anche nelle aree montane intorno a Prato non è quindi una novità e non desterebbe alcun tipo di preoccupazione se a causa della neve e del freddo non si avvicinasse, spinto dalla fame, ai centri abitati in cerca di cibo facendo strage tra gli animali di allevamento.
Ma quanti sono gli esemplari di lupo in zona? La sua presenza può mettere in pericolo la sicurezza degli abitanti? A queste domande ha cercato di rispondere Luca Cecconi del Csdl nel tentativo di fare chiarezza sull’emergenza lupi in Valbisenzio e di sfatare alcuni pregiudizi, di cui molto spesso questo animale è vittima. La prima notizia è che l’uomo non corre alcun pericolo.
«Il lupo ha paura dell’essere umano, si tratta di una paura atavica derivante dal fatto che in passato è stato sterminato per mano dell’uomo – spiega Cecconi - di conseguenza, anche se si è dovuto adattare a convivere con gli esseri umani, ne percepisce l’odore e tende a starne alla larga. Gli ultimi attacchi in Italia risalgono al 1.800». Alla luce di queste informazioni anche i fratelli Grimm si troverebbero a dover stravolgere la trama della fiaba di “Cappuccetto rosso” così come la conosciamo noi. «Va da sé – aggiunge Cecconi - che essendo un super predatore non è escluso che non possa farlo, tuttavia, le possibilità di incontrarne uno sono talmente remote che non c’è da temere: sono convinto che pur non essendo mai riuscito a vederli dal vivo, più volte loro hanno visto me». Altra notizia che dovrebbe spingere ad abbassare la guardia soprattutto dei contadini impegnati in attività agro-pastorali è che la popolazione dei lupi nei pressi di Prato non è numerosa. «E’ molto difficile fare una stima esatta, credo che un censimento della specie non sia mai stato fatto proprio perché occorrerebbero risorse che non sono mai state stanziate – premette – quello che abbiamo potuto rilevare attraverso azioni di monitoraggio che la ex Comunità montana ci autorizza a compiere, invece, è l’indice di presenza della specie, di cui ci sono anche esemplari atipici. Con certezza è possibile affermare che nella riserva Acquerino Cantagallo convivono due diversi branchi formati da cinque o sei esemplari ciascuno, tra cui è presente un nucleo riproduttivo». Difficile è circoscrivere la loro presenza a una zona in particolare. «Si tratta di un animale estremamente elusivo e dalle abitudini prevalentemente notturne perciò molto difficile da osservare – spiega – però si spinge fino ai confini della città dato che alcuni avvistamenti sono stati rilevati anche in zona Galceti». Secondo Cecconi, inoltre, una convivenza della specie con le vicine attività agropastorali non è impossibile: «Esistono sistemi preventivi di cui i contadini possono dotarsi – dice – la recinzione elettrificata, per esempio, rappresenta una valida soluzione per il controllo degli animali da allevamento».
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