Il Tirreno

Prato

Il volontariato chiede aiuto

di Giovanni Ciattini

Sempre meno risorse per le associazioni di volontariato. Bigagli (P. Assistenza): «Così si chiude»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il più drastico è Franco Bigagli, presidente della Pubblica Assistenza L’Avvenire: «Si chiude. Al massimo tra un paio di anni si chiude: non si può mica andare avanti così. I nostri volontari fanno anche troppo: non possono certo tirare fuori loro i soldi per la benzina delle ambulanze». L’aria che tira nel mondo del volontariato pratese non è delle migliori. Le associazioni ormai da troppo tempo sono chiamate a far fronte a servizi sociali indispensabili (come il trasporto disabili o l’accompagnamento di pazienti per cure o esami medici) senza che questo loro impegno le venga adeguatamente riconosciuto dal punto di vista economico da parte delle Asl, che a loro volta ricevono le risorse dalla Regione. In questi giorni la situazione si è complicata a causa di nuovi tagli regionali che si accompagno a cronici ritardi nei pagamenti.

«Siamo preoccupati - commenta Luigi Biancalani, proposto dell’Arciconfraternita della Misericordia di Prato - non c’è la possibilità di riscuotere le fatture già evase. I nostri costi negli anni sono cresciuti: basti pensare alle assicurazioni, alle spese di manutenzione dei mezzi, alla stessa benzina, ma le tariffe sono ferme al 2004. 5-6 euro a servizio». E la Misericordia ha un parco macchine con 230 mezzi, mentre i dipendenti sono 50 dipendenti. Anche la Misericordia, come le altre associazioni, ha distinto la sua attività in due settori: l’onlus, che si occupa del sociale, la società che cura i servizi funebri. Mentre l’onlus è costretta ad arrancare, i servizi funebri costituiscono la cassaforte dal quale attingere liquidità. E questo vale anche per Pubblica Assistenza e Croce d’Oro. «Abbiamo anche il nostro cimitero - continua Biancalani - che rappresenta una voce attiva, ma tenere ancora a galla i servizi sociali e gli interventi per il 118 è dura». E meno male che ci sono ancora le donazioni. Tra un mese la Misericordia riceverà tre nuovi mezzi donati dai familiari di un defunto. «La generosità esiste ancora - aggiunge Biancalani - ma casi come questo si verificano poche volte in un anno».Oltre ai tagli, come non bastasse , dal 30 marzo cesseranno la loro opera i volontari del Servizio civile. Il ministero non ha infatti rinnovato il bando per il 2013.

«Si naviga a vista - sbotta Bigagli - siamo delle piccole aziende che non riescono a fare programmazione. Abbiamo dei politici che fanno schifo: non sanno che cosa significa il volontariato. Noi disponiamo di 120 mezzi ma non siamo più in grado dia acquistarne uno: un’ambulanza costa 80mila euro. Non ci arrivano altro che mazzate: prima le multe da parte dell’Agenzia delle Entrate poi la Regione che ci toglie il trasporto farmaci (rimettendoci, fra l’altro). E persino le donazioni sono più rare ora che sono state incluse nel redditometro».

Stessa musica si ascolta parlando con Alessandro Coveri, presidente della Croce d’Oro. Sembra che davvero qualcuno non dorma la notte per lastricare di frammenti di vetro il cammino delle associazioni di vo,ontariato: «Quando acquistiamo un’ambulanza, quando compriamo le attrezzature mediche, noi paghiamo l’Iva, ma non ci è permesso di detrarla. I nostri costi sono tanti: la manutenzione dei 90 mezzi, il costo dei 18 dipendenti. E meno male che possiamo contare sull’apporto prezioso dei nostri 150 volontari. «Per andare avanti - continua Coveri - ci inventiamo sempre qualcosa di nuovo: feste, cenette o collette per mettere insieme un po’ di soldi. Ma lo sa che per il servizio di consegna pasti caldi a domicilio ci viene riconosciuto soltanto un rimborso di 2,50 euro? E noi ci impegniamo due persone. Si, qualche entrata può arrivare anche dai servizi di trasporto a pagamento, ma con la crisi che c’è oggi il più delle volte accompagnamo le persone, anche fuori Comune per analisi o ricoveri, senza chiedere nulla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa