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Prato

Area-ospedale e Cascine: la rivoluzione della città

Area-ospedale e Cascine: la rivoluzione della città

Tante le idee sugli edifici in centro: dal polo oncologico al verde pubblico ma la Regione vuole 40 milioni. Sulle Cascine lo sviluppo agroalimentare

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PRATO. Potrebbero cambiare la fisionomia della città: la riqualificazione dell’area del vecchio ospedale e il riutilizzo del magnifico complesso delle Cascina di Tavola. Su entrambi si moltiplicano idee. Ma solo quelle. Per il momento.

L’area ospedaliera. La trattativa serrata è in Regione, una delle tante questioni che Prato non può risolvere da sola. Ma con i tempi che stringono: il nuovo complesso ospedaliero di Galciana dovrebbe entrare in funzione a settembre, a luglio il trasloco. Di incontri il sindaco Roberto Cenni accompagnato dall’assessore alla Sanità e Sociale Dante Mondanelli ne ha avuti fino alla settimana scorsa. Ma interlocutori. Le posizioni sono ormai ben delineate: per il Comune - e per il comitato nato appositamente per sostenere il progetto - nel vecchio ospedale dovrebbe nascere un polo oncologico di alta specializzazione riutilizzando almeno una parte delle strutture: 40mila metri quadrati, secondo il comitato, contro i 130mila attuali. Il rimanente, perché no, potrebbe essere utilizzato anche per realizzare un parco urbano. I timori di Mondanelli si conoscono: «Buon senso vorrebbe - ha più volte sostenuto - che prima di abbatter la vecchia struttura si andasse a una verifica seria sulle capacità di ricovero di quello nuovo». Il rischio è che i posti letti, nello ospedale di Galciana per acuti, non bastino. Soprattutto per la fase terapeutica e riabilitativa. Ad aggravare la situazione - secondo l’assessore - c’è la mancanza totale di strutture territoriali. Per la Regione il polo oncologico si farà ma nell’ambito del nuovo ospedale. La vecchia area - enorme per altro - secondo la Regione dovrà essere destinata a un intervento edilizio pesante - 200 case - finalizzato al recupero di quella quarantina di milioni da riversare sulla realizzazione del nuovo e che il Comune è riuscito a driblare. Opposizione netta sia sul Polo sia sulle case, del Pd che l’area del vecchio ospedale la “legge” dal punto di vista urbanistico puntano a una riqualificazione complessiva: dalla Lucchesi a piazzale Ebensee. Due i punti fermi proposti nel progetto che parte dall’abbattimento della vecchia struttura: un corridoio verde e un nuovo ingresso all’area da via Monnet. Nel Pd sono emerse anche altre idee, partendo proprio dai costi: un’area verde lì - ha sostenuto l’ingegnere Stefano Ciuoffo, ex assessore all’urbanistica - avrebbe un costo di alcune decine di milioni. La proposta è la riqualificazione ricavando anche case popolari.

Le Cascine. Per il Comune il complesso mediceo dovrebbe trasformarsi nel grande polo agroalimentare dove coltivare, mostrare e vendere le eccellenze toscane. E dove studiare, anche grazie al contributo della facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Anche in questo caso a far tirare il freno sono i soldi: per realizzare qualsiasi tipo di progetto, le Cascine prima devono tornare in mano pubblica. L’occasione potrebbe essere rappresentata dall’asta che molto probabilmente seguirà il fallimento della Fattoria medicea srl. Ma per acquistare a suon di decine di milioni il complesso voluto da Lorenzo il Magnifico deve entrare in campo, un’altra volta, la Regione. Che per il momento tace.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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