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Prato

Molestie alla figlia dell’amante: assolto

Molestie alla figlia dell’amante: assolto

La quattordicenne raccontò di essere stata avvicinata mentre lavava i piatti ma i giudici non le hanno creduto

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PRATO. Rischiava una condanna a tre anni e mezzo di carcere per aver molestato la figlia quattordicenne dell’amante, ma è stato assolto, anche se con formula dubitativa.

Si è concluso così il processo nei confronti di un artigiano edile cinquantenne che era accusato di violenza sessuale e per il quale, come detto, il pubblico ministero Lorenzo Gestri aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo di reclusione. Ma il Tribunale presieduto da Ettore Nicotra (a latere Barracca e Landini) ha accolto la tesi dell’avvocato difensore Piero Cerruto .

A portare l’artigiano sul banco degli imputati è stato il racconto fatto dalla figlia quattordicenne della donna con la quale aveva allacciato una relazione clandestina.

La ragazza nell’estate del 2008 andò in vacanza dalla nonna al Sud e fu lì che si confidò coi parenti dicendo che non voleva tornare a Prato.

Disse che l’amante della madre aveva approfittato in più di un’occasione del fatto di trovarsi da solo in casa con lei per metterle la mano sul sedere, mentre lavava i piatti, e in altre circostanze, si sarebbe «avvicinato» alla ragazza. Il racconto della quattordicenne uscì dalle mura familiari e arrivò agli assistenti sociali del Comune, che trasmisero una relazione ai colleghi pratesi e di conseguenza in Procura.

Ma le cose non erano così semplici. Intanto perché la madre all’inizio non ha creduto alle accuse fatte dalla figlia. Lei non aveva visto niente, ha sempre detto, e preferiva credere all’amante.

Solo successivamente la donna ha cambiato idea. Intanto la figlia non è più tornata in famiglia: è stata inserita in una comunità protetta, dove ha compiuto la maggiore età e dove si trova tuttora.

L’imputato, sentito ieri in aula, ha detto che l’accusa era arrivata come un fulmine a ciel sereno. La sua tesi è che la ragazza lo abbia accusato per ripicca. Secondo lui non voleva stare con la madre e sapeva che raccontando quelle cose l’avrebbero messa in comunità.

L’uomo ha aggiunto che la ragazza si vedeva con un uomo di 35 anni e che di fronte ai rimproveri fatti sia da lui che dalla madre si sarebbe ribellata e in qualche maniera gliel’avrebbe fatta pagare.

L’unica cosa certa è che i tre protagonisti della vicenda sono volati via in tre direzioni diverse: la ragazza in comunità, la madre da sola, l’amante è tornato dalla moglie.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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