La manifestazione
Export giù del 29 per cento 12 anni orribili per Prato
La città tessile ha sofferto la crisi ben più delle altre realtà della Toscana Tra il 2012 e il 2011 registrato un meno 3,5%. Crescono i rapporti con la Cina
PRATO. La crisi non è affatto superata. Lo dicono anche i dati Istat sulle esportazioni che per Prato parlano di un complessivo meno 3,5 per cento rispetto al 2011 e di un più 1,7 rispetto al 2010 e un ben più 19,7 per cento rispetto all’anno horribilis del 2009.
Un dato negativo che accomuna Prato alle città toscane di Lucca, Pistoia, Livorno, Pisa e Siena.Un dato invece assolutamente negativo - anche se non aspettato - quello che riguarda gli ultimi dodici anni che tengono quindi insieme tutto il periodo della crisi del settore tessile (motore del distretto): se si va a fare un paragone con il 2001 emerge che si è persoben il 29% delle esportazioni, più di tutte le altre città toscane. Se l’analisi del lungo periodo è facilmente spiegabile con la crisi ininterrotta che ha colpito Prato e che ha prodotto la perdita di oltre 12.000 posti di lavoro, meno facile è vedere cosa è accaduto nel 2012 rispetto al 2011 dove i dati sono tutto sommato contenuti grazie a una prima parte dell’anno dove la situazione è andata meglio del previsto.
Il dato negativo del manifatturiero è sicuramente frutto di un dato negativo del tessile con un’autentica discesa libera del comparto dei filati che invece rispetto all’anno prima avevano guadagnato e che negli ultimi anni hanno sentito meno la crisi. Un dato mitigato però, anche se i numeri sono piccoli, dalle esportazioni con la Cina che hanno, e anche in questo caso, è prevedibile un dato molto buono. L’export del tessile della Provincia verso la Cina, in base a un’analisi a cui sta lavorando l’ufficio studi dell’Unione industriale pratese e che sarà presentato la prossima settimana, è aumentato del 3,5 per centomentre abbigliamento e maglieria registrano un più 12,5 per cento.
Un dato che dimostra come pian piano l’esportazione con la Cina - fino a qualche anno fa mercato inesistente per i pratesi - stia crescendo ma che va comunque letto rapportandolo al 2011 sul 2010 quando l’export tessile era cresciuto del 16,5% e l’abbigliamento maglieria del 108,8 per cento seppur con un dato assoluto bassissimo, di 6,8 milioni di euro contro quello un po’ più consistente del tessile di 57 milioni di euro per il 2012.
Va comunque rilevato che Prato rispetto alle altre città toscane non è ai primi posti: export del 2012 vede sul podio Firenze con 8.541 milioni di euro, Arezzo 3.865 milioni di euro e Lucca con 2.935 milioni di euro. Da dire inoltre che il dato delle esportazioni dovrebbe essere il meno peggio dal momento che le difficoltà maggiori sono da attribuire alle difficoltà del mercato interno e alle difficoltà delle aziende ad avere una percentuale di redditività accettabile.
Ilenia Reali
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