Sicurezza
Supplenti e personale Ata a secco 2 mesi di ritardo per gli stipendi
In stato di agitazione anche i precari delle scuole comunali che invece rischiano il posto. Sul giornale in edicola tutti i particolari
PRATO. Addio stipendio statale. Una delle poche certezze dei dipendenti del mondo della scuola è diventato un miraggio per tanti insegnanti precari e personale Ata che, da settembre o nei mesi successivi, sono stati chiamati a svolgere incarichi temporanei e brevi sostituzioni di colleghi di ruolo.
All’incertezza dei loro contratti di lavoro si è unita la beffa, ovvero di dover aspettare oltre due mesi per vedere corrisposto il lavoro già svolto in aula o tra i corridoi delle scuole.
A Prato sono poco meno di 40 i professori precari delle medie e superiori e una quindicina i collaboratori scolastici che devono ricevere lo stipendio arretrato dei mesi di gennaio e febbraio.
Un problema dettato dal nuovo sistema di gestione dei pagamenti, passato dal 2013 al cedolino elettronico e al sistema Noi Pa del ministero del Tesoro.
Fino al 31 dicembre 2012 le supplenze brevi erano a carico dei singoli istituti, mentre dal nuovo anno sono gestite dagli uffici statali decentrati e dal nuovo sistema informatico a cui le segreterie scolastiche devono accedere per inserire i dati dei docenti precari. Sul Tirreno in edicola un servizio completo sulle difficoltà dei precari e sulla vertenza che li contrappone al Comune.
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