Sicurezza
Protesta a 5 stelle oggi in consiglio contro Peretola
Invito alla mobilitazione ma senza simboli di partito I gruppi consiliari firmano un documento unitario
PRATO. Il Movimento 5 Stelle si prepara all'operazione “fiato sul collo” sull'aeroporto di Peretola, ma a sentire la pressione della mobilitazione per il “no” alla pista parallela più che il governatore della Regione, Enrico Rossi firmatario della variante del Pit – indigesta a moti palati pratesi – è il centrodestra al governo a Prato. La chiamata ad un'adunata generale in palazzo comunale per la seduta del consiglio di oggi pomeriggio è partita nei giorni scorsi su Facebook per mano di Daniele Baldi e Gabriele Pecchioli del meetup 134, raccogliendo in poche ore più di 160 adesioni sicure e altre 130 in forse. Con consensi almeno sullo carta o, per meglio dire, sullo schermo del computer trasversali: da eletti e simpatizzanti del Pdl come del Pd. Del resto, la battaglia è all'insegna della bipartisanship con maggioranza e opposizione in consiglio che hanno sottoscritto un ordine del giorno per porre alcuni punti fermi: la preoccupazione per l'impatto ambientale e acustico derivante dal potenziamento dello scalo, la contrarietà al tracciato parallelo, quindi il respingimento in blocco della variante del Pit, sgradita anche nel centrosinistra. Ad onor del vero i grillini sulla bacheca dell'evento provano a smorzare ogni possibile cappello o bandierina messa in questa battaglia a difesa di interessi condivisi di Prato. Emblematico è quanto scrive Daniele Baldi: «Rammento a tutti che non dovranno esserci bandiere o simboli di partito, perché quest'evento è fatto soltanto dai cittadini». A sostegno di questo spirito di depoliticizzare le presenze nel pubblico è anche il portavoce del meetup, Fausto Barosco: «Sarà una manifestazione civile e civica». I preparativi però ferveranno nella riunione settimanale tenuta dai grillini. Così, nel centrodestra c'è chi prepara con tempo delle contromosse come il leghista toscano, Emilio Paradiso: «Sto chiamando un po' della nostra gente per evitare che ci siano solo grillini, ai quali diciamo simpaticamente che abbiamo prestato i nostri voti per le Politiche». Una battuta che fa affiorare i timori del possibile colpo d'occhio di giovedì: grillini rappresentati in massa fra il pubblico, ma assenti sui banchi del consiglio. Mentre per l'economia del dibattito l'attesa è concentrata sul tipo di contrasto che i sindaci più barricadieri del Pd, Chini (Campi Bisenzio) e Gianassi (Sesto Fiorentino) vorranno imprimere nei rapporti col governatore Rossi.
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