Il Tirreno

Prato

«Partecipate all’asta per via delle Lame»

di Alessandro Pattume
«Partecipate all’asta per via delle Lame»

Il sindaco di Montemurlo Lorenzini fa appello agli industriali montemurlesi per evitare il trasferimento della Varvarito. Il presidente Mosca d’accordo

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MONTEMURLO. Dopo gli imprenditori di via Labriola e il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini, adesso anche la circoscrizione Ovest vuole vederci chiaro sul possibile trasferimento della Varvarito al confine tra Montemurlo e Viaccia. Giovanni Mosca, che nei giorni scorsi ha incontrato Lorenzini, gli imprenditori montemurlesi e anche il comitato dei cittadini (martedì sera ndr), ha chiesto un incontro con il sindaco Cenni sull'onda della preoccupazione per la possibilità che la polvere finisca per ricoprire Viaccia.

«Gli abitanti della zona sono molto preoccupati e vogliamo vederci chiaro sulle possibili ricadute ambientali su Viaccia - dice - soprattutto però, vogliamo essere informati sulla vicenda in modo ufficiale perché ci sembra di essere stati scavalcati ancora una volta. Solo dopo l'incontro con il Comune di Prato prenderemo una posizione ufficiale».

Insomma, sembra che la mobilitazione sia ormai diventata generale e il sindaco Lorenzini, che fin da subito ha sposato la causa degli industriale montemurlesi sul piede di guerra, lancia un paio di provocazioni contro piazza del Comune.

«Invito gli industriali montemurlesi a partecipare e a vincere in tutti i modi l'asta che il Comune di Prato vuole fare per il terreno di via delle Lame dove si dovrebbe trasferire Varvarito - dice - non ho nulla contro Varvarito e soprattutto niente contro i suoi dipendenti, ma una scelta come quella di trasferire l'azienda di recupero materiali inerti al confine con Montemurlo significa scaricare i problemi sugli altri. In quella zona è prevista una cassa d'espansione e le polveri generate ricadrebbero anche su Viaccia». E poi rincara la dose: «E mi stupisco ancora di più se penso che sindaco e alcuni assessori pratesi sono imprenditori e che quindi non possono non rendersi conto delle legittime preoccupazioni dei loro colleghi montemurlesi».

Intanto, il comitato di imprenditori montemurlesi contro il trasferimento della Varvarito è diventato realtà. Ne fanno parte big del distretto come Rifinizione Nuove Fibre, Milior, Luilor, Mabinco, CTF, Microfil, Compagnia Tessile e Finissaggio Industriale Toscano. Con un'altra lettera, del 6 marzo, hanno riportato ancora una volta le loro preoccupazioni all'attenzione del sindaco Cenni. Il concetto è semplice, come si legge: «Non è possibile produrre tessuti in un ambiente inquinato da polveri e pulviscoli, i nostri processi produttivi richiedono un ambiente perfettamente pulito».

Per questo sono preoccupati: per l'impatto che la lavorazione di materiali inerti avrebbe sulle loro produzioni e quindi per le loro aziende e per gli uomini e le donne che ci lavorano. Altro discorso, non meno importante secondo imprenditori e sindaco di Montemurlo, è la questione viabilità.

«Una media di 200 camion al giorno non mi sembra una cosa da poco e la promessa di collegare finalmente la strada con la seconda tangenziale non conta, perché sarebbe un atto doveroso dopo anni di richieste rimaste inascoltate - comincia Lorenzini - nei prossimi giorni mi rivolgerò alle autorità di Bacino, all'Arpat, incontrerò il presidente degli industriali Cavicchi e il comitato di Viaccia. Ho intenzione di fare tutto quello che posso per impedire questa scelta sciagurata».

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