Il Tirreno

Prato

La solitudine secondo Cauteruccio

La solitudine secondo Cauteruccio

Doppio spettacolo al Fabbrichino e al Fabbricone del regista fiorentino

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PRATO. Cauteruccio uno e due. Si comincia stasera col primo dei due spettacoli che Giancarlo Cauteruccio presenta oggi e domani al Fabbrichino: “Panza, crianza, ricordanza”, mentre sabato e domenica andrà in scena al Fabbricone “L'ultimo nastro di Krapp”.

“Panza, crianza, ricordanza”, sottotitolo tre pezzi dalla solitudine, è scritto, diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio con la voce e la fisarmonica di Peppe Voltarelli.

“Panza, crianza, ricordanza” è un viaggio poetico nel quale la fame diviene un lamento ma anche un'invettiva. Un'analisi spietata sulla realtà della parola: la parola detta, scritta, urlata, stampata, negata; la parola defraudata dal caotico sistema della comunicazione. La vitalità del corpo attraverso la parola si lancia contro il nulla e l'ascolto soccombe alla potenza dell'immagine, catapultando tutto nel silenzio.

“L'ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett, traduzione di Carlo Fruttero,è diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio. Con “L'ultimo nastro di Krapp” Giancarlo Cauteruccio affronta sia come attore che come regista il testo già messo in scena con successo in due precedenti edizioni. Quella del 2003 gli ha valso la presenza nella terna finale del Premio Ubu come miglior attore protagonista nel 2004.

Domani alle 18 ad Officina Giovani si terrà un incontro con Giancarlo Cauteruccio.Moderazione e trasmissione in diretta a cura di Radio Spin.Ingresso libero.

Chi avrà visto “Panza, crianza, ricordanza” e vorrà vedere anche “L'ultimo nastro di Krapp” potrà acquistare il biglietto per il secondo spettacolo al prezzo di 7 euro.

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