Sicurezza
Arrivano i tessuti nemici dell’influenza
Tecnotessile brevetta materiali che uccidono batteri e virus. Il direttore: «La Provincia ci aiuti a sperimentarli nelle scuole»
PRATO. E’ senza ombra di dubbio uno dei centri di ricerca che più ha inventato nel settore tessile per Prato. Ma è anche, e non poteva essere altrimenti, tra quei centri che soffre la difficoltà di riuscire a convincere le aziende a commercializzare brevetti che “sulla carta” sembrano vere e proprie invenzioni degne di Archimede.
Il centro di ricerca pubblico privato Tecnotessile ha appena completato un nuovo prodotto innovativo: un tessuto per pavimenti e rivestimenti (ma anche per arredi) con caratteristiche antibatteriche e antivirali.
Insomma un “antibiotico” per ripulire le stanze ma che,anche in questo caso, ha difficoltà a trovare qualcuno interessato a scommetterci finanziando la produzione e la commercializzazione.
«Intanto - esordisce Solitario Nesti, direttore di Tecnotessile - mi farebbe piacere concludere la sperimentazione mettendo il tessuto in stanze di ospedale o nelle scuole. Abbiamo trattative con ospedali toscani e abbiamo coinvolto la Regione Toscana ma ci piacerebbe che la Provincia di Prato fosse la prima a installare i tendaggi e i tessuti nelle aule di una scuola pratese. Almeno prima che non accada negli Stati Uniti dove anche loro stanno lavorando a un brevetto analogo e, vista la sensibilità di quel paese, rischiamo di arrivare secondi anche se oggi siamo più avanti. Noi infatti sappiamo già che in laboratorio questi tessuti uccidono una lunga lista di batteri e virus, influenza compresa. Manca l’applicazione all’esterno».
Per Solitario Nesti sarebbe staordinario se si riuscisse a dimostrare che questi tessuti abbassano le probabilità di ammalarsi a scuola o negli ambienti di lavoro. Ma per farlo serve la collaborazione di istituti disposti a fare il test.
«In laboratorio - aggiunge Nesti - li abbiamo già testati. Sono materiali che funzionano come gli antibiotici per il corpo o i disinfettanti per le stanze. Sono tessuti con proprietà fotocatalitiche che grazie all’applicazione di nanotecnologie permettono una forte ossidazione delle superfici. Si tratti di un’applicazione, da noi brevettata, che si attiva con la luce del sole o con una luce artificiale e che uccide virus e batteri che si posano sul materiale. Siccome sappiamo che quando batteri e virus sono nell’aria si posano anche sugli oggetti e sulle superfici pensiamo che arredando le stanze con questi tessuti si depuri l’aria e si contribuisca ad abbassare le probabilità di ammalarsi».
Un’invenzione che nasce sulla scìa di una ricerca analoga effettuata per rendere antibatterici gli interni delle ambulanze. «Una ricerca - conclude Nesti - che ci ha dato una grande soddisfazione. Forse la maggiore degli ultimi anni. Il brevetto per l’ambulanza antibatterica è stato acquisito dall’azienda Orion di Calenzano e dal maggio del 2011 ne sono state vendute ottanta. Non a caso fino ad oggi partner del progetto sui materiali antibatterici anche per uso civile è proprio l’azienda dell’area fiorentina».
Una soddisfazione tra mille delusioni. «Convincere le aziende a investire in innovazione è difficilissimo specialmente in questo distretto», confida il direttore di Tecnotessile. «C’è un gran timore di non riuscire a recuperare l’investimento della ricerca e molte, secondo me, grandi idee rimangono nel cassetto. Basti pensare agli ormai famosi (ma solo nel distretto) calzini che non puzzano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
