Sicurezza
Al Met salta Pirandello per motivi economici
La prevista messinscena di “Questa sera si recita a soggetto” sostituita con la produzione di “Hotel Belvedere” di Horvath sempre con la regìa di Magelli
PRATO. Mai più calzante potrebbe essere l’accostamento con la tempesta che imperversa al Maggio a rischio chiusura. Qui però siamo a Prato, non a Firenze. Nulla a che vedere con il buco a sei zeri del bilancio del Comunale, ma un ritocco di cartellone del Metastasio s’impone per recuperare qualche migliaio di euro nelle casse dello Stabile della Toscana. Fuori Pirandello con “Questa sera si recita a soggetto”, entra Horváth con “Hotel Belvedere” nel cartellone di aprile: in ambedue i casi, c’è la firma di Paolo Magelli dietro la macchina da presa con la sua compagnia del teatro Stabile.
«A pochi chilometri, si parla di mettere in liquidazione il Comunale a fine aprile se non recuperano quasi dieci milioni di euro, nel Sud alcuni teatri di prosa non ce la fanno. Il Metastasio non è in crisi - evidenzia Cecchi - ma abbiamo deciso di apportare un cambiamento in corso d’opera nella programmazione. D’altro canto, chi sceglie gli spettacoli e tiene i conti ha un preciso dovere. E io preferisco non toccare nessuno dei dipendenti di questo teatro e mandare in scena due attori in meno piuttosto che ritrovarmi con un teatro in crisi. In crisi, mi preme sottolinearlo, non siamo».
Proprio l’allarme sui numeri del bilancio era stato a gennaio il motivo del contendere tra Cecchi e Magelli: il direttore artistico si era guadagnato una tirata d’orecchie da parte del presidente per esternazioni sulle cifre ritenute eccessive. Intanto per gli abbonati (avvertiti con una lettera a casa: è prevista l'opzione del rimborso) che avevano pagato per vedere Pirandello (le date dal 10 al 21 aprile restano invariate, ad eccezione della replica di domenica 21 che avrà inizio alle 17.30 anziché 16) si alzerà il sipario su un nuovo allestimento che vedrà sul palco Marcello Bartoli, Valentina Banci, Francesco Borchi, Daniel Dwerryhouse, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno e Fabio Mascagni. Sette attori in scena quando la produzione pirandelliana avrebbe richiesto una formazione più ampia. L’imperativo è risparmiare senza che la qualità della programmazione venga meno: rispetto alla messa in scena della rappresentazione di Pirandello, con questa modifica si prevede un risparmio del 50%. «Non trovo così scandaloso sostituire uno spettacolo in corsa: al Maggio il Don Carlo in programma è stato stravolto», fa notare Cecchi (che è stato consigliere del Maggio fino al 2010).
Ma chi è Ödön von Horváth e quali emozioni promette “Hotel Belvedere” al pubblico? «Il dilemma non era sostituire e basta Pirandello ma fare di necessità virtù. Cercare e tradurre i testi di questo interessante autore che ha scritto “Hotel Belvedere” a 23 anni è stata una “sofferenza” interessante». Parola di direttore artistico. Era il 1978 quando Magelli portò per la prima volta in scena al teatro Valle di Roma l’opera nella sua lingua originaria, il serbo. Ed è la sua penna a tradurre ora dal serbo all’italiano il testo del drammaturgo nato a Fiume nel 1901, per renderlo funzionale alle esigenze della messa in scena al Met.
Ambientato in un albergo fatiscente, “Hotel Belvedere” ha il sapore di una metafora, quella della crisi dell’Europa di oggi. L’orologio della storia è fermo agli anni Venti: dalle macerie dell’impero austriaco spazzato via dalla Grande Guerra, il giovane Horváth assiste alle prime pulsioni del nazismo, alla “malattia” dell’Occidente che di lì a poco sarebbe sfociata nella seconda guerra mondiale.
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