Sicurezza
S.Giorgio, cantine a mollo a Paperino scuola allagata
L’acqua risale ogni volta che piove, le proteste dei residente della zona sud: «Bolletta dell’elettricità alle stelle per tenere sempre accese le idrovore»
PRATO. Un chiodo fisso che talvolta non gli fa chiudere occhio. L’altra notte, allo squillare della sirena proveniente dalle pompe installate nello scantinato dell'abitazione attigua al ristorante, Alberto si è alzato per attaccare anche un terzo tubo. La lezione del 2011, quando l’acqua salì fino a 80 centimetri di cui rimane ancora traccia sulle pareti, gli è servita.
«Tenere attive tre pompe giorno e notte che drenano acqua e sabbia mi costa 400 euro in più in bolletta», denuncia arrabbiato Alberto Cocci, titolare del ristorante “Il piccolo borgo” di San Giorgio a Colonica. Qui dal 1993, prima come pasticceria “Le nostre bontà” e poi dal 2006 con l'insegna “Il piccolo borgo” con annesso ristorante e bed & breakfast, costretti da due anni a convivere con una falda che fa i capricci quando piove in modo copioso. Non c’è da scherzare con l'afflusso dell'acqua che penetra dai sotterranei e viene tirata su in superficie dalle pompe, asportata insieme a residui di sabbia. «L’anno scorso ha piovuto meno, quest’inverno invece è stata più dura e se non fosse per le pompe gli scantinati s’allagherebbero», lamenta il gestore mentre mostra le crepe sui muri dell’abitazione. Incessante, la musica dell’acqua batte sulle pareti e sul pavimento dello scantinato ormai inagibile, come se fosse un ruscello di montagna. A San Giorgio a Colonica tutti conoscono il problema della falda idrica “ballerina” che s’avvicina in superficie per effetto della pioggia, tanto che due anni fa fu la presidente della Circoscrizione Sud Luisa Peris a inviare una segnalazione con tanto di lettera indirizzata a Comune e Provincia. «In questa zona hanno chiuso i battenti molte aziende tessili che prima prelevavano acqua dalla falda, senza contare che da quando c’è il lago di Bilancino Publiacqua non attinge più dai pozzi della zona», prosegue Cocci. Che in questa situazione, purtroppo, è in buona compagnia: la signora Ada, residente in via del Ferro, convive con l’incubo della cantina allagata. E anche lì c'è sempre una pompa in azione. Tutta allarmata ammette: «Che annata tremenda, tutta questa acqua rischia di erodere le fondamenta. Va a finire che prima o poi la terra ci ingoia». Pochi metri più avanti, ci si ferma sulla soglia del ristorante “La strettoia” di Santa Maria a Colonica e si scopre un paradosso. «Quindici anni fa invece, quando il tessile girava, in paese avevamo il problema opposto della siccità», racconta il titolare. Anche a Paperino la falda acquifera non dà tregua. Alla scuola primaria di via Como, inaugurata nel 2011, quando piove le vasche del seminterrato si riempiono rapidamente mentre anni fa, nella struttura di una residenza sanitaria per anziani, la “Senior” gestita dal consorzio Astir in via Orindo Pieri (poi trasferitasi a Galciana), s’allagò il vano ascensori. Alle Fontanelle, infine, in alcune palazzine di nuova costruzione l’acqua della falda in superficie ha minacciato più volte i garage delle abitazioni. E’ uno dei casi segnalati dalla presidente Peris: «E’ una situazione che va costantemente monitorata sul piano idrogeologico».
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