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Prato

Perseguitava la moglie Arrestato

PRATO. Un muratore albanese di 43 anni è stato arrestato lunedì sera dai carabinieri della Tenenza di Montemurlo perché è evaso per la seconda volta dagli arresti domiciliari, dove era stato messo...

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PRATO. Un muratore albanese di 43 anni è stato arrestato lunedì sera dai carabinieri della Tenenza di Montemurlo perché è evaso per la seconda volta dagli arresti domiciliari, dove era stato messo con l’accusa di maltrattamenti e stalking ai danni della moglie, una sua connazionale dalla quale ha avuto due figli.

Una storia simile a molte altre, ma che alla luce delle sempre più frequenti violenze nei confronti delle donne (vedi l’accoltellamento di lunedì a Livorno da parte di un algerino nei confronti dell’ex compagna italiana) assume una valenza anche simbolica.

Era stata la moglie, dopo anni di violenze, a denunciare il marito, anche con l’aiuto del centro anti-violenza La Nara. Prima la donna non aveva avuto mai il coraggio di ribellarsi, anche perché dipendeva economicamente dall’uomo. Poi però aveva raggiunto una minima indipendenza economica e aveva deciso di dire basta.

Il primo intervento della Procura risale all’estate dell’anno scorso, quando al marito è stato imposto l’obbligo di non avvicinarsi all’abitazione della moglie. L’uomo non ha accettato di buon grado la prescrizione e più volte l’ha violata, inducendo la Procura a inasprire la misura di sicurezza. Il muratore albanese, che è sposato con la connazionale dal 2000, è stato dunque messo agli arresti domiciliari, ma anche questa misura non si è rivelata sufficiente. I carabinieri infatti lo hanno denunciato una prima volta per l’evasione dagli arresti, e lunedì sera l’hanno nuovamente trovato fuori casa durante un controllo di routine. Per questo è scattato un nuovo arresto, che ieri si è trasformato in custodia cautelare in carcere su disposizione del sostituto procuratore Eligio Paolini, che già in precedenza si era occupato del caso.

Secondo quanto accertato anche dal Nucleo investigativo dei carabinieri, dopo la prima denuncia l’albanese aveva continuato a tormentare la moglie con continue telefonate, inducendo al donna a vivere quasi sempre in casa per paura di incontrarlo per strada. Ora per un po’ starà alla Dogaia.

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