Il Tirreno

Prato

Pecci, la Regione pronta a finanziarlo

Il neoconsigliere Angelo Formichella: «L’importante è condividere le strategie»

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PRATO. «Investire in cultura» è il nome del prossimo Bando indetto dalla Regione per ottenere contributi per gli investimenti culturali dei Comuni toscani. Dalla Regione arriva la risposta all’invito lanciato dal’assessore Robero Caverni dalle pagine del Tirreno nel quale aveva auspicato il contributo regionale per completare la realizzazione del nuovo Centro Pecci e la sistemazione del vecchio edificio. Mancano infatti almeno un milione e 400 mila euro per presentarsi come si deve nella primavera del 2014 all’inaugurazione del nuovo Pecci e con quello vecchio non più “rugginoso”. Un ulteriore investimento molto importante per l’amministrazione comunale, su cui c’è l’impegno dell’assessore Caverni per il reperimento nelle pieghe del Bilancio 2013. A questo proposito regione ricorda che nel Bando relativo al 2012, proprio la nosra città è arrivata prima in graduatoria con il contributo di 600 mila euro per il completamento del Museo civico. Il Comune potrà ripresentare una richiesta per il Pecci con il Bando 2013, appena verrà emanato. Sull’appello di Caverni il neorappresentante della regione nel Cda, l’architetto Angelo Formichella non chiude la porta, anzi. «Ancora non ho partecipato ad una effettiva seduta del CdA del Pecci, ma mi preme mettere in evidenza che la Regione ora siede nel Consiglio del Museo e quindi forse più che chiedere  bisognerà condividere con essa un percorso. Io sono lì per questo, per promuovere e stimolare un vero processo di rilancio del Museo. Tra l’altro con me c’è tutto un nuovo CdA composto da persone appassionate e competenti e credo che insieme siamo in grado di fare un buon lavoro. Sono talmente convinto di questo che non vorrei più uscire sulla stampa come singolo ma  collegialmente». La Regione contribuisce con 500mila euro l’anno per gli anni 2013-5, ma in cambio vuole “qualcosa” di nuovo ora che ha un proprio rappresentante nel cda, magari la vicepresidenza ? «Oltre al contributo annuale la  Regione ha anche finanziato con 5 milioni l’ampliamento del Centro, ma lo scopo non è fregiarsi del titolo di vicepresidente. In Toscana negli ultimi anni sono nati centri che lavorano sul contemporaneo con grande qualità e competenza, c’è una vasta rete di presidi contemporanei, ma il governo regionale ha deciso di investire sul più antico di questi che ha bisogno di essere rilanciato e che ha sede a Prato».

Riccardo Tempestini

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